Canottaggio
Nove equipaggi rossocrociati in semifinale
Americo Bottani
06.09.2023 17:54

Foto: Il doppio “leggero” di Frédérique Rol e Patricia Merz in piena azione nel ricupero di ieri.
Alla quarta giornata dei mondiali di Belgrado 9 equipaggi elvetici su 10 si sono qualificati.
Dei dieci equipaggi rossocrociati
in gara, ben nove hanno raggiunto lo stadio delle semifinali. Già nella
giornata d’esordio l’obiettivo è stato raggiunto da Eline Rol nel singolo pesi
leggeri. Ieri è stata la volta del doppio femminile “leggero” di Frédérique Rol
e Patricia Merz), del 4 senza e 4 di coppia maschile e del quattro di coppia femminile, oggi è stata la
volta del singolo femminile élite con Aurelia-Maxima Janzen, di Andri Struzina
nel singolo maschile pesi leggeri, del due senza maschile di Andrin Gulich e Roman Röösli e doppio
“leggero” maschile di Raphaël Ahumada e
Jan Schäuble. Un bilancio, seppure intermedio, decisamente incoraggiante e che
fa ben sperare per il prosieguo del mondiale.
Nel singolo femminile élite
l’olandese Karolien Florijn, campionessa mondiale uscente, ha dimostrato anche
oggi di avere di numeri per bissare il successo ottenuto lo scorso anno. Ha
dominato il suo quarto di finale con una grande sicurezza. La lotta per il secondo e terzo posto si è
risolta a favore dell’austriaca Magdalena Lobnig che ha prevalso per 1”44 sulla
nostra Aurelia-Maxima Janzen. Terzo posto che, comunque, le consente di
staccare il pass per le semifinali.
Nessun problema per Andri Struzina
al via nella seconda delle 4 serie in programma. L’atleta in forza al SC Zugo
ha fatto praticamente corsa a sé lungo l’intero percorso. Al secondo posto,
staccato di oltre 4” troviamo l’austriaco Lukas Reim e al terzo il sudafricano
Murray Bales-Smith che, proprio sul finale ha superato il messicano Ricardo Daniel
DeLa Rosa Varregas.
Nel doppio “leggero”, Raphaël
Ahumada e Jan Schäuble, già vincitori quest’anno della Coppa del mondo di
specialità, non hanno lasciato scampo agli avversari. Già saldamente al comando
al primo rilevamento cronometrico, la mista Morges/Stansstad hanno poi
proseguito il cammino senza troppo forzare, limitandosi a controllare le mosse
degli avversari. Alle spalle dei rossocrociati troviamo, nell’ordine, Polonia e
Messico, staccati di 6”, rispettivamente 8”.
Nel 2 senza maschile, l’armo
rossocrociato di Andrin Gulich e Roman Röösli hanno saputo interpretare nel
migliore dei modi la gara. Secondi, al passaggio dei 500 metri alle spalle
dell’Italia, hanno poi saputo incentivare la cadenza, ciò che ha consentito loro di transitare al comando
già a metà percorso e di concludere la prova in un ottimo 7’06”12. Secondo
posto per l’Irlanda che, proprio negli ultimi 500 metri hanno superato la
formazione azzurra di Davide Comini e Giovanni Codato.
Nessuna sorpresa nel ricupero del
doppio femminile élite. Sofia Meakin e Salome Ulrich, in ritardo già al primo
rilevamento cronometrico, mai sono entrate nel vivo della gara portata a
termine al 4° rango precedute da Australia e Norvegia e Polonia. Le prime due
classificate accedono alle semifinali. L’armo elvetico dovrà accontentarsi di
un posto nelle finali Co D.
Ieri due gli equipaggi impegnati
nel ricupero. Entrambi hanno superato alla grande il non sempre facile ostacolo
ed approdano quindi alle semifinali.
La gara del doppio “leggero”
femminile è vissuta in pratica sul duello fra la formazione rossocrociata di
Frédérique Rol e Patricia Merz e quella greca di Dimitra Eleni Kontou e Zoi
Fitsiou. Al primo rilevamento cronometrico le elleniche transitano al comando
con 2”34 sulle rossocrociate, seguite a 3”20 dall’armo austriaco. Ai 1000 metri
il distacco aumenta leggermente a 2”56 per poi scendere a 1”94 sul traguardo.
Fuori dai giochi la pur quotata formazione austriaca, staccata di 4”88.
Molto combattuto per contro il
ripescaggio del 4 senza maschile. Al passaggio dei 500 metri, Polonia Italia e
Svizzera transitano praticamente appaiate. Ai 1000 la formazione rossocrociata
prende decisamente il comando delle operazioni, segue l’Italia staccata di 62
centesimi e dalla Polonia a 1”49. Più staccata la Cina. Ai 1500, al comando
resta sempre l’armo di Maurin Lange e compagni, seguito dalla Polonia che nel
frattempo aveva superato l’Italia. Il finale è al cardiopalma con l’Italia che
serra con tutte le energie e va a
vincere il ricupero davanti alla Svizzera per soli 23 centesimi e al Sudafrica,
terzo a 1”06 mentre la Polonia è beffata per soli 2 centesimi dai sudafricani.
Una gara stupenda fatta di cuore e tecnica quella offerta da Maurin Lange, Nils
Schneider, Jonah Plock e Dominic Condrau.

