Mondiali 2022
“Sarà fondamentale partire con il piede giusto”
Thomas Schürch
21.11.2022 08:20

L’ex centravanti della Nazionale svizzera Kubilay Türkyılmaz lancia il Mondiale della ‘Nati’. “Anche noi dobbiamo iniziare a pensare da grande squadra”.
Mancano solo tre giorni e poi, finalmente, l’avventura
rossocrociata ai Mondiali qatarioti prenderà il via. Alle 11 di giovedì la
compagine di Murat Yakin affronterà nella sua gara d’esordio il Camerun all’Al
Janoub Stadium. Un inizio tutt’altro che semplice e che nasconde alcune
insidie. “La prima partita è la più importante, perché fornisce già delle
indicazioni sullo stato di forma del gruppo”, spiega a Ticinonews l’ex
centravanti della Nazionale Kubilay Türkyılmaz. Nello specifico “il
Camerun mi fa un po’ paura, perché è un avversario che non conosciamo bene”.
Partire con il piede giusto, inoltre, “è fondamentale per affrontare con
maggior tranquillità gli impegni successivi”.
Il percorso
Dopo la sfida con la
compagine africana, il cammino della ‘Nati’ proseguirà con Brasile e Serbia… “I
sudamericani, se mantengono le premesse, sono da podio”, prosegue Türkyılmaz.
“Vengono regolarmente inseriti tra i favoriti per la vittoria finale, ma in
questo contesto deve essere il collettivo a fare la differenza e loro in
passato si sono basati più sui singoli”. Ad ogni modo “mi sembra che il loro
attuale allenatore, Tite, abbia lavorato bene in questo senso”. Per quanto concerne
invece la Serbia “sappiamo che per alcuni nostri atleti quella con loro
rappresenta una partita particolare”. Rimanendo nell’ambito calcistico, “trovo
che loro al momento abbiano qualcosa in più: sono tecnici, fisici, dispongono
di un buon gruppo. Hanno anche vinto il girone di qualificazione e penso
possano essere una delle sorprese del Mondiale”.
“Dobbiamo iniziare a pensare da grande squadra”
Insomma, il cammino della
Svizzera non sarà privo di difficoltà, anzi. L’importante sarà presentarsi in
Qatar convinti dei propri mezzi. “Anche noi dobbiamo iniziare a pensare da
grande squadra, dato che siamo nella top 15 della classifica Fifa a livello
mondiale” rimarca ‘Kuby’. “Certo, poi dipenderà come staranno i nostri
calciatori a livello fisico. Sono curioso, anche perché ci sono alcuni elementi
del gruppo che prima erano sicuri del loro posto, mentre adesso sono stati
messi in discussione”. Comunque “pensando a gente come Xhaka, Embolo, Freuler e
Akanji, possiamo affermare che l’esperienza non ci manca”. La preparazione sarà
corta “e i calciatori dovranno ambientarsi in fretta”. E per quanto riguarda la
gestione “abbiamo la fortuna di avere un allenatore che sa preparare e leggere
le singole partite ed è in grado di tirare fuori il meglio dal materiale umano
a sua disposizione”.
“Anche la Danimarca potrebbe sorprendere”
Ampliando il discorso e gettando
un’occhiata alle favorite per la vittoria finale “penso che le nazionali
papabili siano le solite: Francia, Argentina, Spagna. Poi ci possono essere
degli exploit, come quello della Croazia, finalista quattro anni fa. Quest’anno
la sorpresa potrebbe essere rappresentata dalla Danimarca”. Anche il Belgio viene
inserito da diversi anni tra le candidate al titolo, ma senza riuscire ad andare
fino in fondo. “Hanno un bel collettivo, ma per vincere è necessario che tutti
gli elementi si incastrino alla perfezione”.
I grandi addii
Quello del 2022 sarà il
quinto e ultimo Mondiale di due calciatori che hanno segnato gli ultimi 15 anni
di questo sport: l’argentino Lionel Messi e il portoghese Cristiano Ronaldo. Con
che stato d’animo si approcceranno alla manifestazione? “Ronaldo vuole
dimostrare di non essere finito come atleta, mentre Messi viene dal successo in
Coppa America, che gli ha dato sicuramente nuova verve”. Ma quella qatariota sarà
anche l’ultima Coppa del Mondo dell’elvetico Xherdan Shaqiri, “un giocatore a
cui forse in passato, a volte, è mancata un po’ di costanza nel rendimento, ma
che possiede indubbiamente le qualità per fare la differenza”, conclude “Kuby”.

