Ambrì-Piotta
«Una situazione del genere non può non preoccupare»
Red.Online
26.08.2026 18:15

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il presidente dell'Ambrì-Piotta Davide Mottis commenta il quadro finanziario del club - «Le misure messe in atto e quelle che prevediamo di implementare ci fanno comunque guardare al futuro con un certo ottimismo»
La gestione operativa 2025/2026 di HCAP SA ha chiuso con una perdita di 392.809 franchi, a fronte di una perdita di 94.796 franchi della stagione 2024/2025. A pesare sul risultato negativo, è stato spiegato in un comunicato inviato ieri sera, vi è l’importante diminuzione dei ricavi da donazioni di oltre 700.000 franchi, che ha inciso sul risultato del settore giovanile. Questa «è da ricondurre a un riorientamento dei sostenitori verso gli aumenti di capitale realizzati la scorsa stagione e che hanno permesso di rafforzare il capitale proprio di 2.22 milioni». «È un quadro piuttosto delicato da un punto
di vista patrimoniale e finanziario», ha commentato il presidente dell'Ambrì Davide Mottis, interpellato da Ticinonews. «Ma questa non è una novità, è un po' il perimetro in cui l'Hockey Club
Ambrì-Piotta si sta muovendo da diversi anni dopo la costruzione della
pista, la quale ha lasciato in eredità una fantastica struttura, ma anche un importante indebitamento nei confronti dei creditori ipotecari».
Leggendo i numeri del gruppo HCAP, avete chiuso con un
utile di 800.000 franchi, che si è poi tramutato però in una perdita
di quasi 850.000. Come si può spiegare questa
grande differenza?
«Anzitutto, quelli sono i conti di gruppo e in essi c'è l'indebitamento di tutto il gruppo, compresa la Valascia Immobiliare che detiene la pista, la quale comporta anch'essa dei costi
di gestione e di ammortamento piuttosto importanti, che incidono poi sul risultato complessivo. A livello di
HCAP SA, quindi la società che gestisce la parte sportiva, c'è
comunque stata una perdita di circa quattrocentomila franchi, la quale è
sicuramente importante e ha contribuito poi al risultato complessivo del gruppo in cifre rosse».
È
una situazione che vi preoccupa?
«Diciamo
che una situazione del genere non può non preoccupare, ma allo stesso tempo il piano aziendale, le misure che
abbiamo messo in atto e quelle che prevediamo di mettere in atto a
breve-medio termine, rispettivamente a lungo termine, ci fanno guardare al futuro con un certo ottimismo. Sappiamo dove siamo, cosa dobbiamo fare da un punto di vista finanziario e ci stiamo lavorando. Inoltre, lo ripeto, i feedback ricevuti dai vari attori coinvolti sono comunque incoraggianti e positivi».
Avete
ricevuto la licenza, anche se con bollino rosso. Concretamente questo cosa vuol
dire?
«La Lega rilascia la licenza, senza entrare troppo nei
dettagli e nei tecnicismi, tenendo in considerazione tutta una serie di
parametri infrastrutturali, logistici, organizzativi, ma soprattutto finanziari. Ecco, è su quest'ultimi che siamo sotto la lente: dobbiamo fornire determinate reportistiche mensili, dando prova delle misure che andiamo a
implementare per migliorare la situazione. Siamo sotto
controllo, ma non è una sorpresa. In secondo luogo, non è nemmeno
necessario che ce lo dicano loro, perché è un processo che stiamo seguendo
noi e siamo noi i primi a controllarci, a monitorare che quanto abbiamo
definito venga rispettato nelle tempistiche corrette».
Dando
un'occhiata al nuovo CdA, salta all'occhio l'entrata di Beat Musch. Come sta procedendo il riavvicinamento con la Svizzera tedesca?
«In maniera veramente ottimale. Noi abbiamo detto, subito dopo la nostra elezione
a febbraio, che avremmo voluto ricucire anche determinati strappi con alcune
parti della nostra tifoseria, dei nostri sostenitori e dalla curva, ma anche e soprattutto con la parte svizzera tedesca. Quest'ultima è importante
non solo come elemento geografico di sostegno, ma ci dà la possibilità di sfruttare anche sinergie e sponsor. Ci siamo quindi subito concentrati sul riallacciare questi rapporti.
Abbiamo avuto diversi incontri con i fan club e con i rappresentanti delle
varie categorie di sostenitori, e questo dialogo ha portato all'identificazione
di un personaggio, di un profilo molto importante da sempre
legato all'Ambrì-Piotta e che gode di un'ottima stima in
quell'area geografica».
Dopo
tanti anni lascia invece Massimo Frigerio. Cosa può dirci sulle sue
motivazioni?
«Sia Frigerio che Reto Sormani lavorano da molti anni nel Consiglio
d'amministrazione. Hanno fatto grandi cose; sono anche gli artefici, assieme a Filippo Lombardi, della costruzione della nuova pista. Per
loro ragioni professionali hanno annunciato che avrebbero lasciato nel corso
dell'esercizio, ma vi sono alcuni dossier seguiti
da loro che vogliono responsabilmente completare e noi di questo
siamo felici. Nel corso dell'autunno, poi, si definirà esattamente
quando sarà il momento della loro uscita».
L'intervista completa a Davide Mottis:

