Calcio
Vailati: “Saipi ha riconosciuto che c’era un problema e ha reagito”
Redazione
13.11.2025 16:04

Il preparatore dei portieri bianconeri Germano Vailati analizza le performance dell’estremo difensore alla luce dell’ultimo successo in campionato.
Il rigore parato da Amir Saipi è stato l’episodio decisivo
per il successo del Lugano contro il Basilea nella partita della scorsa domenica.
Ma dietro quel momento c’è un percorso complesso, fatto di critiche e lavoro. A Fuorigioco sprint ne
abbiamo parlato con il preparatore dei portieri, Germano Vailati, che
racconta come il numero uno bianconero stia affrontando gli ultimi mesi.
Quel rigore parato
Sul duello dal dischetto con Shaqiri, Samir ha detto che ha
seguito l’istinto: "È Amir che deve prendere le decisioni”, precisa
Vailati. “Ai nostri livelli si conoscono le statistiche dei tiratori e Shaqiri
era quasi un 50/50. L'unica cosa che gli avevo chiesto era di aspettare fino all'ultimo
per decidere da che parte andare. È comunque molto bravo sui rigori, lo ha
dimostrato anche in settimana durante l'allenamento. È arrivato in fiducia per
preparare il rigore e poi ci ha azzeccato". Amir, aggiunge Vailati, “ha
fatto una partita piena che ha aiutato la squadra a tornare con tre punti,
nonostante ci possa essere sempre qualche errore".
Un periodo difficile
Nella seconda parata, Saipi ha mostrato grande reattività. Un
atteggiamento che aveva forse un po’ perso negli ultimi mesi. Ma secondo
Vailati il portiere sta ora lavorando bene. "Amir adesso mentalmente c'è,
ha riconosciuto che c'era un problema e ha agito di conseguenza. Nelle ultime
settimane abbiamo potuto lavorare con intensità e piacere. Amir ha lavorato
sull'intensità, la velocità dei gesti, anche divertendosi. Ora rimangono altre
partite. Vedremo come andranno le due partite in nazionale, poi sarà di nuovo
al servizio del Lugano. Speriamo di vederlo tornare nelle migliori condizioni
possibili”. Per quanto riguarda il periodo difficile, l’arrivo di David von Ballmoos
“ha permesso di farlo lavorare un po’ nell’ombra, soprattutto per quanto
riguarda la parte di forza e attività”, riconosce Vailati. “C'è ancora molto
lavoro da fare, soprattutto nella gestione del suo fisico. Se riuscirà a fare
un passo avanti con quello, è sulla buona via”. Gestire gli alti e bassi fa
comunque parte del mestiere: “Come portiere devi avere una fiducia in te stesso
che sia intoccabile. Nessuno è perfetto, ma chi sbaglia meno è il più bravo”. Sulle ambizioni europee del portiere, Vailati è sincero: “Nella
testa c’è. Ma fisicamente oggi non è ancora pronto. Se lavorerà bene, potrà
esserlo. Il potenziale ce l’ha”.

