Svizzera
Abusi nella chiesa, le reazioni della politica
Redazione
13.09.2023 21:18

Alcuni membri della deputazione ticinese a Berna hanno espresso la loro opinione sullo studio che scosso la chiesa svizzera. Gysin (Verdi): “Mi aspetto che sia fatta chiarezza”. Chiesa (Udc): “È necessario affrontare queste pagine intollerabili con trasparenza”.
“Sono
personalmente ancora molto scossa dai risultati di questo studio dell’Università
di Zurigo. Si sapeva che nella chiesa cattolica c’è un problema sistemico, ma
non avrei immaginato che fosse di queste dimensioni”. Così la consigliera nazionale
Greta Gysin (Verdi), interpellata dal vicedirettore del Corriere del Ticino
Gianni Righinetti, ha commentato la notizia emersa in questi giorni concernente
più di mille abusi sessuali perpetrati da
chierici cattolici e appartenenti all'Ordine dal 1950 in Svizzera. Gysin si è detta poi “scioccata per
la mancanza di collaborazione e volontà della chiesa cattolica di fare piena
trasparenza. Mi aspetto che la chiesa dia piena collaborazione, faccia chiarezza
e apra i propri archivi senza limitazione alcuna”. Questo “è il primo passo
necessario per ripristinare un minimo di fiducia”.
Chiesa: “Giustizia per le vittime”
Secondo il consigliere
agli Stati democentrista Marco Chiesa “c’è un’evidente esigenza di giustizia
verso le vittime, come pure la necessità di affrontare queste pagine
intollerabili con trasparenza e responsabilità”. La credibilità della chiesa “è
attaccata a un filo e sono certo che l’amministratore apostolico della diocesi
di Lugano Alain De Raemy lo sappia molto bene, come d'altronde ha dimostrato
nella sua reazione”. Le sue parole “sono incoraggianti”, tuttavia, precisa
Chiesa, “occorre ora far seguire i fatti, perché la distruzione di documenti
secretati getta delle ombre, ma lascia ancora la possibilità di fare chiarezza”.

