Laghi e fiumi
Accesso pubblico alle rive, “Il Ticino faccia come Neuchâtel”
Ginevra Benzi
19.08.2022 09:35

Foto: © Wikimedia Commons
A scatenare ulteriormente le polemiche è stato il gestore del campeggio di Tenero, che aveva posto (abusivamente) delle barriere lungo la riva del lago. Una vicenda che ha portato il Consigliere nazionale Bruno Storni a denunciare l’accaduto all’Ufficio del Demanio cantonale. Molti Cantoni nel frattempo si sono già attivati, lanciando iniziative per il libero accesso alle rive dei laghi e dei corsi d’acqua.
Le rive dei nostri
laghi sono mete molto ambite durante i mesi estivi, non solo dai turisti ma anche
e soprattutto dai locali che desiderano prendersi un momento di relax a bordo lago
e, perché no, fare un tuffo per trovare un po’ di refrigerio. Ma accedervi è
tutta un’altra questione. L’Associazione "Rives Publiques Suisse – Sezione Ticino" non ha nascosto il suo disappunto su diverse situazioni che sono venute a verificarsi
in diverse località lacuali.
Il caso di Tenero e la denuncia di Storni
Il primo e concreto esempio è
quello delle transenne poste lungo la riva del lago di Tenero per impedire l’accesso
a chiunque non sia cliente del campeggio. Un divieto che ha fatto storcere non
poco il naso al Consigliere nazionale e Municipale di Gordola Bruno Storni, che,
oltre a denunciare il fatto, ha rilanciato il discorso sul pubblico accesso
alle rive dei laghi e dei percorsi d’acqua in Svizzera. Tornando a quanto
denunciato da Storni, il Consigliere nazionale ha segnalato l’azione “abusiva” all’Ufficio
del Demanio cantonale, a cui è seguita l’immediata reazione che ha ordinato la
rimozione delle barriere in questione. Una decisione che ha rallegrato l’Associazione,
che si complimenta con le autorità addette.

Cosa dice la legge
L’Associazione ci tiene a ricordare che secondo l’articolo 1. della legge sul
Demanio pubblico “le rive dei laghi e dei fiumi appartengono al Demanio pubblico,
quindi alla collettività”. Le acque pubbliche comprendono infatti il letto e le
rive dei laghi e dei corsi d’acqua in generale. Questi si estendono fino al
massimo spostamento delle acque durante le piene ordinarie e comprendono la
fascia di terreno priva di vegetazione permanente o unicamente con vegetazione
acquatica. Per quanto riguarda il limite delle rive pubbliche, quello del
Verbano è fissato alla quota di 194,50 metri sul livello del mare, mentre
quello del Ceresio a 271,20 mslm. Attualmente, però, il limite del Verbano è sotto
il livello sopraindicato, pertanto “le barriere poste dal gestore del camping erano
abusive in quanto ubicate sulla proprietà del Demanio pubblico.
Quando si può sfruttare il Demanio pubblico
In base all’articolo 9 della Legge in questione, ognuno ha diritto di usare il
demanio pubblico rispettando, ovviamente, i diritti altrui e mantenendo l’uso
originale. Per quanto riguarda un uso speciale del Demanio, questo deve essere
conforme, o almeno compatibile, con la sua destinazione; inoltre l’uso speciale
è “regolato da autorizzazione nel caso sia di poca intensità (es. festa campestre,
ndr.) e/o concessione nel caso sia più intenso e durevole” (es. un lido, ndr.).
A rilasciare le autorizzazioni e le concessioni è il Consiglio di Stato. “Le concessioni
che implicano disposizioni importanti del demanio sono invece di competenza del
Gran Consiglio”.
Questione “libero accesso alle rive”
Tuttavia, le legge sul demanio “non risolve interamente la questione del libero
accesso alle rive dei laghi”; tematica sollevata e rivendicata a livello
nazionale dall’Associazione “Rives Publiques Suisse”. In Ticino, così come in
altri Cantoni, durante gli anni passati molti tratti di lago hanno dovuto fare
i conti con edificazioni e privatizzazioni, mentre altri (come nel caso dei campeggi
di Tenero) sono stati dati in concessione. Pertanto, durante il periodo di
servizio “la parte di riva è a utilizzo esclusivo degli ospiti del campeggio”. L’Associazione
aveva già fatto presente al Consiglio federale che “secondo il Codice Civile Svizzero
(CCS), nonché diverse leggi e ordinanze, tutte le rive dei corsi d’acqua e dei
laghi svizzeri da più di 100 anni di proprietà pubblica e non privata”.
L’ARE contesta
Un’interpretazione tuttavia contestata dall’Ufficio federale dello sviluppo
territoriale (ARE) e da altri servizi federali che affermano che “dal CCS non
si può desumere il diritto assoluto all’accesso alle rive dei laghi”. Per l’Associazione
“la questione è purtroppo lungi dall’essere chiarita”, anche se l’ ARE stesso
riconosce che la legge sulla pianificazione del territorio (LPT) fissi
effettivamente il principio che “occorre tenere libere le rive dei laghi e dei fiumi
ad agevolarne il pubblico accesso e la percorribilità”.
Rive davanti ai campeggi
Facendo un passo indietro, le rive davanti ai campeggi “devono essere libere e
percorribili indeterminatamente, non solo d’inverno come avviene annualmente
davanti al campeggio di Tenero”, scrive la Sezione Ticino dell’Associazione. “La
soluzione sarebbe di separare il campeggio, tramite una recinzione o una siepe,
dalla fascia demaniale verso il lago, come avviene nella maggior parte dei
campeggi svizzeri”.
Neuchâtel fa da apripista
Pioniere a livello nazionale è stato il Canton Neuchâtel, che grazie a una
recente decisione presa a grande maggioranza dalle autorità cantonali – a seguito
dell’accettazione di un’iniziativa popolare – si è deciso di realizzare non solo l’accesso
pubblico, ma anche la percorribilità di tutte le proprie rive del lago entro il
2026. L’Associazione auspica vivamente che “anche in Canton Ticino il
legislatore e le autorità responsabili della gestione del Demanio pubblico si attivino
seguendone l’esempio”. Nel frattempo, “Rives Publiques Suisse” ha già inoltrato
lo scorso settembre la richiesta di un’iniziativa per l’accesso libero alle
rive nei Cantoni di Ginevra e Vaud, inoltre, ha anche in cantiere il lancio di
un’iniziativa popolare federale “che va proprio nella direzione di quanto fatto
a Neuchâtel”.

