Svizzera
Accordo sui frontalieri, le reazioni
Keystone-ats
31.05.2023 20:30

Foto: ©Chiara Zocchetti
Dopo il sì unanime del Senato ecco le reazioni al nuovo accordo sui frontalieri tra Svizzera e Italia. "È un grande risultato", ha detto Alfieri (Partito Democratico). Zedda (Fratelli d'Italia): "È frutto di un confronto decennale e va nella direzione dell'equità fiscale".
Il nuovo accordo sui frontalieri è stato definitivamente accettato dal Parlamento italiano. Il Senato lo ha approvato oggi in terza lettura all'unanimità. La Svizzera sarà stralciata dalla lista nera dei paradisi fiscali. L'accordo era già stato adottato all'unanimità il 4 maggio dalla Camera dei Deputati, che aveva accolto due emendamenti presentati dal Governo italiano. Queste modifiche hanno richiesto un ulteriore voto del Senato, che aveva già ratificato il testo per la prima volta il 1° febbraio.
Le reazioni
"È un grande risultato, che ci rende particolarmente soddisfatti", ha dichiarato il senatore Alessandro Alfieri del Partito democratico (Pd). "Con il voto di oggi abbiamo una definizione chiara delle aree di frontiera e tutele per i lavoratori", gli hanno fatto eco i parlamentari lombardi della Lega Stefano Candiani, Massimiliano Romeo ed Eugenio Zoffili. Per la senatrice dei Fratelli d'Italia Antonella Zedda, "questi accordi sono il frutto di un confronto decennale tra le parti interessate e vanno nella direzione dell'equità fiscale".
Il percorso che ha portato all'accordo
Le modifiche, riguardanti la tassazione del telelavoro e la rimozione della Svizzera dalla lista nera dei paradisi fiscali, erano state proposte dall'esecutivo a Roma in seguito all'incontro del 20 aprile tra la ministra delle finanze svizzera Karin Keller-Sutter e il suo omologo italiano Giancarlo Giorgetti. La Confederazione e la vicina Repubblica avevano trovato una soluzione transitoria in merito all'imposizione del telelavoro per i lavoratori frontalieri valida fino al 30 giugno, purché la Svizzera fosse tolta dalla black list. Per quanto riguarda l'home office, Alfieri ha dichiarato di essere preoccupato "che il ministro Giorgetti sia in ritardo rispetto alla parte elvetica". Il senatore del Pd ha invitato l'esecutivo a "dare un orizzonte certo e di serenità" ai lavoratori interessati. Interrogata dall'agenzia Keystone-ATS, la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) ha confermato che discussioni sono previste su questo punto, ma non ha precisato né il loro contenuto né il calendario.

