Circolazione
Auto elettriche, ogni cantone va per la sua strada
Redazione
11.12.2023 21:05

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
Mentre Zugo è il regno delle auto elettriche, nel Canton Uri sono merce rara. Il Ticino si situa attorno alla media. Un confronto tra regioni ha evidenziato delle differenze che rallentano la transizione verde.
Per tagliare le emissioni di CO2, la Confederazione guarda anche alle
auto. L’anno scorso è stata firmata una nuova road map che
prevede di portare la quota di veicoli elettrici nel mercato del nuovo al 50%
entro il 2025. Al momento le elettriche sono circa il 20% delle nuove
immatricolazioni, e circa il 3,3% del parco veicoli totale. Ci sono tuttavia ampie
differenze tra cantoni, come emerge da una pubblicazione di AutoScout24. È Zugo
ad avere la maggior quota di elettriche (quasi il 7% del totale), mentre il
fanalino di coda è il Canton Uri, con il 2,2%. Il Ticino si situa invece
leggermente sotto la media nazionale con il 2,8%.
La “mappa” delle colonnine
Per quanto concerne le colonnine di ricarica, la rete più fitta ce l’ha
Basilea Città, con 600 stazioni ogni 100 km quadrati. Giura è all’ultimo posto,
con solo otto stazioni sulla stessa area. Anche in questo caso il Ticino è all’incirca
nella media, ma in crescita. “Quelle pubbliche, rapide, sono molto ben distribuite”,
conferma ai microfoni di Ticinonews l’esperto di mobilità elettrica, Marco
Piffaretti. “L’azienda elettrica ticinese ha dotato tutte le aree di sosta
autostradale di colonne di ricarica e le ha anche raddoppiate di recente”. A
livello statistico “il nostro cantone è messo bene”.
“Una soluzione uniforme sarebbe più semplice”
Le differenze sono spiegate dal fatto che ogni cantone promuove a modo
suo l'acquisto di auto elettriche e l'ampliamento dell'infrastruttura di
ricarica. “Di per sé, il fatto che ci sia un po’ di concorrenza è anche
positivo, perché un cantone può copiare dall’altro, imparare e migliorare”,
prosegue Piffaretti. “Certo, dal punto di vista della comunicazione una soluzione
uniforme sarebbe più semplice da far passare”.
“Peccato terminare l’agevolazione proprio ora”
Dall’anno prossimo, lo ricordiamo, anche le elettriche saranno
assoggettate all’imposta sugli autoveicoli. Si
tratta del 4% della tassa di importazione, che tutti i veicoli pagano nel
momento in cui entrano in Svizzera. “Non è una cifra elevata, tal da far
cambiare la decisone di un acquirente”, commenta l’esperto. Tuttavia “capita
forse nel momento sbagliato. Terminare l’agevolazione proprio ora che si sta
cercando di accelerare la diffusione dell’auto elettrica è un peccato”.
Un processo “irreversibile”
Un piccolo
contrattempo, insomma, che però non avrà conseguenze. Secondo Piffaretti, la
strada è segnata e gli obiettivi verranno raggiunti anche prima di quanto
stimato. “Ritengo sia irreversibile. Non solo i produttori annunciano in modo
chiaro delle date di uscita dal termico, ma anche dal punto di vista degli
utenti, non conosco nessuno che abbia comprato un’auto elettrica e poi si sia
pentito, decidendo di tornare indietro”, conclude l’esperto.

