Votazioni federali
AVS21, "riforma necessaria per garantire la previdenza futura"
Keystone-ats
26.08.2022 12:19

Foto: ©Chiara Zocchetti
Lo sostiene un comitato interpartitico, secondo il quale la riforma permetterà alle generazioni future di ottenere un sistema pensionistico moderno e funzionante.
La riforma dell'AVS,
su cui il popolo si esprimerà il prossimo 25 settembre, è necessaria per
garantire alle generazioni future un sistema di previdenza per gli anziani
moderno e funzionante. Lo ha ribadito oggi a Berna un comitato interpartitico
che riunisce rappresentanti del Centro, del PLR, dell'UDC, dei Verdi liberali e
del PEV. La riforma, lo ricordiamo, prevede principalmente l'introduzione della stessa età di pensionamento per uomini e donne, ovvero a 65 anni. Le persone che cominceranno a ricevere la loro rendita AVS a 65 anni la percepiranno senza riduzioni né supplementi, salvo per la cosiddetta generazione di transizione.
"Chi ha lavorato e versato i contributi per una vita ha diritto ad avere una pensione sicura"
Secondo i
sostenitori, per garantire il futuro del sistema pensionistico elvetico è
necessario porre un freno agli attuali squilibri che caratterizzano il
cosiddetto primo pilastro. La questione delle pensioni - hanno sottolineato -
occupa regolarmente i primi posti del Barometro svizzero delle preoccupazioni:
"Chi ha lavorato e versato i contributi per una vita ha diritto ad avere
una pensione sicura".
"Questa riforma è favorevole a tutte le generazioni"
La consigliera
nazionale del PLR Simone de Montmollin (GE) ha affermato che "questa
riforma è favorevole a tutte le generazioni senza gravare sul costo del lavoro
e tenendo conto delle conseguenze per le donne della generazione in
transizione. Pone le basi sia per ripristinare un equilibrio finanziario che
rifletta la realtà demografica, sia per rendere più flessibile il pensionamento".
Con il pensionamento della generazione del baby boom - ha ricordato la liberale
radicale ginevrina - il numero di beneficiari dell'AVS è in aumento rispetto
alla popolazione attiva. Inoltre, anche l'aspettativa di vita sta aumentando.
La riforma è necessaria in modo che anche i futuri pensionati ricevano la loro
parte per poter finanziare i loro bisogni primari con le loro rendite.
Nessun taglio alle rendite
Gli oratori hanno
ribadito che grazie alla riforma la previdenza per la vecchiaia può essere
assicurata per i prossimi anni senza tagli alle pensioni: "La riforma è un
passo solido verso il futuro per tutti". Essa non solo garantirà rendite
alle generazioni future, ma renderà il sistema più moderno e flessibile, in
modo da adeguarsi alle necessità della nostra società.
“Una situazione vantaggiosa per i lavoratori e le aziende”
Per la consigliera
nazionale dell'UDC Diana Gutjahr (TG), "anche le aziende ne traggono
vantaggio, in quanto trattengono i dipendenti esperti e danno loro la
possibilità di lasciare il lavoro lentamente. Una situazione vantaggiosa per i
lavoratori e le aziende". La flessibilizzazione - ha ribadito - è anche un
buon segnale per i dipendenti e i datori di lavoro affinché optino per una vita
lavorativa più lunga in futuro. Dal canto suo, Lilian
Studer, consigliera nazionale del PEV (AG), ha sottolineato che "coloro
che possono e vogliono farlo dovrebbero poter continuare a partecipare in modo
flessibile al mercato del lavoro": ciò si trasforma in una rendita
pensionistica più elevata. Questo consente di conservare più a lungo il
know-how dei lavoratori qualificati e i dipendenti possono ritirarsi
gradualmente dall'ambiente di lavoro.
"Abbandonare il ruolo obsoleto del capofamiglia"
Stando ai sostenitori
della riforma non è solo nell'ambito della flessibilizzazione che il rigido
sistema pensionistico di vecchiaia, così come lo conosciamo oggi, deve essere
urgentemente modernizzato. L'AVS di oggi si basa ancora su un modello di ruolo
obsoleto, quello del capofamiglia: la parità è stata ampiamente raggiunta nella
società e nell'AVS. Le pensioni di donne e uomini sono inoltre uguali. Gli
uomini contribuiscono di più e le donne ricevono di più, ha aggiunto la
consigliera nazionale del Centro Ruth Humbel (AG).
"Necessaria una combinazione di misure"
Il comitato interpartitico
hanno inoltre sottolineato come l'AVS non sarà stabilizzata con un'altra iniezione
puramente finanziaria, come previsto dalla riforma fiscale e il finanziamento
dell'AVS (RFFA) nel 2019. Per garantire il sistema a lungo termine è necessaria
una combinazione di misure strutturali e finanziarie. Come misura finanziaria,
l'IVA sarà aumentata dello 0,4% per l'aliquota normale e dello 0,1% per
l'aliquota ridotta e speciale.
“Ognuno contribuirà al mantenimento dell'AVS, pilastro del nostro stato sociale, nei limiti delle proprie possibilità"
Il consigliere
nazionale Michel Matter (Verdi liberali/GE) ha sottolineato inoltre che con il
nuovo sistema "ognuno contribuirà al mantenimento dell'AVS, pilastro del
nostro stato sociale, nei limiti delle proprie possibilità". La riforma
AVS 21, quindi, non solo garantisce la necessaria salvaguardia della previdenza
per la vecchiaia senza tagli alle pensioni, ma apporta anche numerosi
ammodernamenti.
Doppio sì alle urne
Il comitato interpartitico
ha concluso ricordando che i due oggetti in votazione - finanziamento
supplementare dell'AVS mediante l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto e
modifica della legge federale sull'assicurazione per la vecchiaia e per i
superstiti - sono collegati: la riforma potrà entrare in vigore solo se
entrambe le proposte di legge saranno approvate. "È importante che il 25
settembre si raggiunga un chiaro doppio sì e che quindi ci si assicuri insieme
l'AVS!".

