Svizzera
Berna propone l'incremento delle scorte alimentari
Keystone-ats
11.08.2023 16:50

Foto: ©Gabriele Putzu
Il Consiglio federale vuole garantire l'approvvigionamento fino a 12 mesi, ma Réservesuisse e Economiesuisse non sono convinte sul piano organizzativo.
Il Consiglio federale intende aumentare le
scorte obbligatorie di derrate alimentari in modo da durare fino al raccolto
successivo. A tale scopo il governo ha posto in consultazione fino a oggi
(venerdì) la modifica dell'ordinanza. Non tutti però sembrano essere d'accordo.
Lo scopo è garantire gli approvvigionamenti fino a 12 mesi
Al momento, se dovessimo trovarci in una situazione di grave
penuria della durata di tre o quattro mesi, l'approvvigionamento della
popolazione dovrebbe avvenire attingendo esclusivamente alle scorte
obbligatorie, spiega il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e
della ricerca (DEFR) in un comunicato. Con l'ampliamento delle scorte,
basandosi sulla stabilità dei raccolti, l'approvvigionamento potrebbe essere
garantito fino a 12 mesi, a un livello ridotto, grazie alla combinazione fra
scorte e produzione interna.
Stime e costi
Per raggiungere questo obiettivo, il volume
delle scorte obbligatorie di cereali deve essere aumentato quasi del 50% mentre
quello dei grassi e degli oli commestibili circa del 25%. Questo incremento implica anche un aumento delle capacità di
stoccaggio dei proprietari privati di scorte obbligatorie i cui costi annuali
sono stimati a 17 milioni di franchi. A questa somma si aggiunge il costo una
tantum dell'ampliamento delle riserve di 84 milioni di franchi, precisa il
DEFR.
Réservesuisse e Economiesuisse non sono convinte
Réservesuisse, la cooperativa che fornisce servizi in relazione
all'importazione, allo stoccaggio e alla lavorazione di derrate alimentari e
alimenti per animali, dal canto suo non vede di buon occhio una modifica
dell'ordinanza. A suo avviso, l'attuazione del progetto "non è compatibile
con i processi operativi" e ritiene che non vi siano "garanzie sulla
redditività delle infrastrutture di stoccaggio". Anche Economiesuisse, che rappresenta decine di migliaia di
imprese, dubita dell'accuratezza della valutazione delle riserve obbligatorie.
Tuttavia, l'associazione è generalmente favorevole ad un'estensione delle
riserve minime qualora fosse necessario.
L’USC per il momento non si sbilancia
L'Unione svizzera dei contadini (USC) ha chiesto invece una
proroga per depositare la sua presa di posizione in merito.

