La ricorrenza
Bondo, 5 anni fa la tragedia
Redazione, Keystone-ATS, Teleticino
23.08.2022 06:00

Foto: ©Rescue Media
3 milioni di metri cubi di roccia si staccarono dalla parete nord-est del Pizzo Cengalo distruggendo case, strade e infrastrutture del villaggio di Bondo, in Valle Bondasca. L’allora vicesindaco: “Un evento simile non si dimentica facilmente”.
23 agosto
2017. Bondo, Val Bregaglia. Oltre 3 milioni di metri cubi di roccia si
staccarono dalla parete nord-est del Pizzo Cengalo e franarono a valle,
insieme a fango e detriti, distruggendo case, strade e infrastrutture. Anche
otto escursionisti, provenienti da Germania, Austria e Svizzera, furono
travolti dalla frana e i loro corpi non sono ancora stati trovati. Si tratta di
una delle più grandi frane avvenute in Svizzera negli ultimi 130 anni. Si stima
che i danni provocati alle costruzioni siano di oltre 40 milioni di franchi.
“Un evento simile non si dimentica facilmente”
“Quando è successo l’evento mi trovavo a St Moritz e ho
ricevuto diversi messaggi, ma non avevo risposto a nessuno”, ha spiegato a
Ticinonews Fernando Giovanoli, oggi sindaco di Bregaglia, ma allora
vicesindaco. “Appena visti i filmati ho subito capito la gravità della
situazione. Un evento del genere non si dimentica facilmente, ma nel frattempo
abbiamo vissuto anche una pandemia e con il tempo il ricordo va scemando. Ma
durante le ricorrenze, come questa, si rivivono quei momenti.”
I lavori di messa in sicurezza
“I lavori di messa in sicurezza sono i primi che abbiamo
fatto, sono iniziati un anno fa. Si tratta dei ripari per le alluvioni”, ha
continuato il sindaco. “A Spino i lavori sono quasi conclusi, sul fiume Bondasca
sono in gran parte fatti. Ora stiamo allestendo due ponti: sulla strada
cantonale e sulla comunale. I lavori stanno quindi procedendo, stiamo realizzando
il progetto da 42 milioni di franchi finanziati da Cantone, Confederazione e Comune.
Per quest’ultimo è previsto l’utilizzo dei soldi ricevuti dai vari enti, dalla
Catena della Solidarietà e di tutte le offerte che abbiamo ricevuto. È anche
previsto il rifacimento del sentiero verso la capanna di Sciora. Per questo
stiamo lanciando una campagna di ricerca fondi perché ci mancano circa 500 mila
franchi, su un costo totale di 1.15 milioni”, ha concluso Giovanoli.

“Non eravamo mai soli”
Bondo
ha ricevuto solidarietà da tutta la Svizzera: sul posto sono intervenute le
squadre di emergenza di tutta la valle e del cantone, anche l'esercito e la
protezione civile hanno dato una mano. Privati e comunità di altre parti del
Paese e di vari cantoni hanno fatto donazioni. "Non eravamo mai
soli", ha detto a Keystone-ATS l’allora sindaca del comune di Bregaglia
Anna Giacometti.
Bondo torna a vivere
Un
mese e mezzo dopo l'ultima colata detritica, la maggior parte dei 150 sfollati
ha potuto fare ritorno nelle proprie case e un mese più tardi, Bondo era di
nuovo completamente abitato, le infrastrutture e le strutture di protezione
erano state ripristinate e provvisoriamente rinforzate. La sensazione di
sicurezza è tornata solo dopo due estati senza colate detritiche, ha detto
Giacometti. Anche l'installazione di un sistema di misurazione permanente della
roccia sul Pizzo Cengalo ha dato un senso di sicurezza.
Le indagini
La
questione se le autorità siano in parte responsabili della morte degli
escursionisti continua a occupare la magistratura. I parenti delle vittime
hanno chiesto al Tribunale federale di riaprire l'indagine penale che era stata
interrotta. Sono dell'opinione, sottolinea Giacometti, che sia stato un errore tenere aperti i sentieri
escursionistici della Val Bondasca in considerazione del noto pericolo di
caduta massi.

