Camera alta
Consiglio degli Stati: “In caso di crisi sessioni online”
Keystone-ats
29.09.2022 13:08

Foto: ©Crinari
In caso di crisi, il Parlamento dev'essere in grado di reagire rapidamente, anche riunendosi virtualmente. È quanto prevede un progetto accolto oggi dal Consiglio degli Stati e che ritorna al Nazionale per le divergenze.
La pandemia di
coronavirus insegna. Annullare sessioni parlamentari? Mai più. Questa è l'intenzione del Consiglio degli Stati.
Parlamento fermo nel 2020, non era mai successo
Nel marzo 2020,
all'inizio della pandemia di Covid-19, le Camere sono state colte del tutto impreparate,
tanto che l'ultima settimana della sessione primaverile è stata annullata per
ragioni di forza maggiore. Non solo non era mai successo prima, ha ricordato in
aula Andrea Caroni (PLR/AR), ma anche le commissioni hanno cessato di lavorare.
Progetto di riforma
Per questo, anche in
casi limite, "il Consiglio federale deve fare il suo lavoro, come noi
dobbiamo fare il nostro, ma in modo più flessibile, più coerente e più rapido
di oggi", ha spiegato il "senatore" appenzellese. A questo
scopo, la commissione delle istituzioni politiche, per evitare il ripetersi di
una situazione di paralisi simile, ha elaborato un progetto di riforma.
Sessioni online se necessario, ma non per le elezioni
In caso di forza
maggiore, il Parlamento dovrebbe - secondo il plenum - essere in grado di
tenere le proprie sessioni online o di far partecipare virtualmente alcuni
membri di un consiglio alle sessioni in presenza. Fanno eccezione le riunioni
dell'Assemblea federale in caso di elezioni; su questo aspetto, il plenum ha
detto "no grazie". I singoli parlamentari impossibilitati a partecipare
non potranno nemmeno votare da casa.
Rifiutata l’introduzione della mozione d’urgenza
Il plenum ha inoltre
approvato alcune modifiche nell'ambito degli strumenti parlamentari, in modo da
poterli utilizzare rapidamente in situazioni di crisi, come le mozioni emananti
da una commissione destinate ad influenzare le "ordinanze di
necessità" del Consiglio federale. La mozione di commissione è lo
strumento adatto, poiché consente a entrambi i rami del Parlamento di prendere
decisioni in tempi stretti. Tenuto conto di ciò, per 29 voti a 12, i "senatori"
hanno deciso che è quindi inutile introdurre nell'armamentario dei parlamentari
lo strumento della mozione d'urgenza firmata dalla maggioranza dei membri di
una camera, come proposto da Thomas Minder (Indipendente/SH).
Parlamento maggiormente coinvolto in caso di crisi
Il plenum ha poi
stabilito che le bozze delle "ordinanze di necessità" dovranno essere
sottoposte alle commissioni competenti per consultazione. Ciò consentirebbe al
Parlamento di essere maggiormente coinvolto nei lavori del Governo in
situazioni di crisi.
Istanza di revisione interna: compromesso con il Nazionale
A differenza del
Consiglio nazionale, la Camera dei cantoni non intende istituire un nuovo
organo di direzione per l'amministrazione parlamentare. L'attuale Delegazione
amministrativa ha evidenziato tutto il suo valore anche durante la crisi del
coronavirus, dimostrando di essere in grado di agire rapidamente secondo i
"senatori". Quest'ultimi, però, vogliono dotare la Delegazione
amministrativa di un'istanza di revisione interna che le sia subordinato. Si
tratta di un compromesso col Nazionale, ha spiegato a nome della commissione
Andrea Caroni.
Garantire risorse e infrastrutture necessarie
La Delegazione
amministrativa dovrà garantire che l'Assemblea federale e i suoi organi
dispongano delle risorse e delle infrastrutture necessarie. Dovrà essere in
grado di prendere decisioni sul personale e sui finanziamenti, ma non potrà
fare proposte alle commissioni o agli uffici.
Nella votazione
finale, il disegno di legge è stato accolto per 39 voti a 4.

