Svizzera
Crans-Montana, fatture e tensioni: il rischio per le vittime
Francesca Facchiano
27.04.2026 19:45

Foto: ©Antonio Calanni
Fatture inviate, polemica politica e un rischio che ora emerge: quello che, alla fine, possano essere le vittime a pagare. «Se il conflitto tra Stati non si risolve, non si può escludere del tutto», avverte l’analista istituzionale e avvocato Niccolò Salvioni.
Fatture che non dovrebbero essere pagate dai pazienti, ma un
rischio - almeno teorico - che resta. È questo il punto più delicato emerso nel
caso delle cure ai tre ragazzi italiani feriti nel rogo di inizio anno a
Crans-Montana. Secondo l’analista istituzionale e avvocato Niccolò
Salvioni, infatti, la tensione politica tra Svizzera e Italia potrebbe avere
conseguenze anche pratiche: «Se l'Italia non risponde degli interventi per le vittime avvenuti sul suolo Svizzero la domanda su chi dovrà accollarsi il costo resta aperta». Un’ipotesi che al momento resta sullo sfondo, ma che si
inserisce in un contesto sempre più complesso, dove alle regole tecniche si
sovrappongono posizioni politiche molto nette.
Dalle fatture alla polemica politica
Facciamo un passo indietro. Nei giorni scorsi, infatti, le famiglie
dei ragazzi si sono viste recapitare le fatture per le prime cure ricevute
all’ospedale di Sion. Un passaggio amministrativo che ha però acceso
immediatamente la polemica, soprattutto in Italia. Da Roma, la reazione è stata durissima. La presidente del
Consiglio Giorgia Meloni ha parlato di “ignobile richiesta”, assicurando che
l’Italia respingerebbe qualsiasi fattura. Sulla stessa linea anche
l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado: «Non pagheremo né
ora, né mai queste fatture». Parole che hanno alzato rapidamente il livello dello
scontro, trasformando una procedura sanitaria in un caso politico.
La procedura e le incognite ancora aperte
Dal canto suo, la Svizzera ha cercato di riportare la
discussione sul piano tecnico. L’Ufficio federale delle assicurazioni sociali
ha chiarito che si tratta di una procedura standard: le cure vengono anticipate
in Svizzera e successivamente fatturate all’assicuratore del Paese di
residenza. Le fatture inviate alle famiglie servono unicamente per controllo. In altre parole, i pazienti non dovrebbero pagare. Nel frattempo, è stato istituito un tavolo di lavoro a
livello federale per cercare soluzioni extragiudiziali. Ma, se queste non
dovessero concretizzarsi, la situazione potrebbe complicarsi sottolinea Salvioni: «L'ospedale svizzero potrebbe fare un'azione nei confronti del paziente italiano. Dal canto loro, le vittime potrebbero avviare una causa contro lo Stato italiano. Le vittime così rischiano di diventare ulteriormente tali». Resta infine un’ulteriore incognita: non è noto se e quante
altre nazionalità siano state coinvolte e ricoverate negli ospedali svizzeri
dopo il rogo. Il Canton Vallese ha fatto sapere di non disporre di una
panoramica completa dei ricoveri. Una domanda aperta, che potrebbe determinare anche la
portata futura del caso.

