Vallese
Crans-Montana, il responsabile della sicurezza è venuto a conoscenza delle indagini dalla stampa
Ats, Redazione
30.01.2026 11:12

Foto: KEYSTONE - JEAN-CHRISTOPHE BOTT
Secondo i suoi avvocati, il loro assistito ha potuto ritirare la convocazione soltanto questa mattina all’ufficio postale, dopo aver appreso la notizia ieri dai media
Il capo della sicurezza pubblica di Crans-Montana ha appreso
dell’apertura di un procedimento penale nei suoi confronti dalla stampa, prima
ancora di ricevere formalmente la citazione a comparire. Lo hanno confermato a
Keystone-ATS i suoi legali, Nicolas Rivard e Frédéric Pitteloud.
Le indagini a suo carico
La procura vallesana indaga infatti anche su una quarta
persona nell’ambito dell’inchiesta sulla tragedia del primo gennaio. L’attuale
responsabile della sicurezza pubblica del comune – lo ricordiamo – sarà
interrogato come imputato venerdì 6 febbraio, come anticipato ieri dalla RTS.
Secondo i suoi avvocati, il loro assistito ha potuto ritirare la convocazione
soltanto questa mattina all’ufficio postale, dopo aver appreso la notizia ieri
dai media. Il capo della sicurezza è inoltre il funzionario comunale che, il 3
gennaio, ha trasmesso agli inquirenti la documentazione urbanistica e
amministrativa relativa al locale «Constellation».
Impiegato dal 2024
La difesa sottolinea inoltre che l’uomo ha iniziato a
lavorare per il Comune di Crans-Montana nel maggio 2024 e non può quindi essere
ritenuto responsabile per eventuali carenze nei controlli di sicurezza
risalenti al periodo 2019. Fino all’udienza di venerdì prossimo non verranno
rilasciate ulteriori dichiarazioni. Già ieri era emerso che la procura
vallesana ha aperto una procedura penale anche nei confronti del predecessore
dell’attuale capo del servizio, che sarà interrogato il 9 febbraio.
Quest’ultimo era in carica al momento dei controlli di sicurezza effettuati nel
2018 e nel 2019: in due occasioni le sue raccomandazioni non erano state
seguite dal proprietario del bar. Oggi è responsabile della sicurezza nel
Comune di Val d’Illiez.
Tajani e l'ipotesi del cambio di magistrato
Sempre nella giornata di ieri, da Bruxelles, il ministro
degli esteri italiano Antonio Tajani ha evocato l’ipotesi di un cambio del
magistrato incaricato dell’inchiesta sulla strage. Pur ribadendo il rispetto
per le decisioni delle autorità svizzere, Tajani ha espresso forti perplessità
sulla gestione dell’inchiesta da parte del Cantone Vallese, criticando in
particolare i tempi delle indagini e la liberazione su cauzione – definita
irrisoria – di due persone ritenute oggettivamente responsabili. Secondo il
capo della Farnesina, nella notte di Capodanno nel locale teatro della tragedia
sarebbero state disattese tutte le norme antincendio, un dato che ha definito
«oggettivo», precisando al contempo che su eventuali ulteriori responsabilità
restano aperti accertamenti e verifiche.

