Svizzera
Crans-Montana, oltre 30 chili di capelli raccolti grazie alla rete della solidarietà
Lara Sargenti
25.02.2026 06:00

Foto: © Shutterstock
L’iniziativa lanciata a inizio gennaio da una parrucchiera di Martigny a favore delle persone rimaste ustionate nell’incendio di Capodanno ha riscontrato ampio successo. I promotori: “Abbiamo già ricevuto 7 richieste per parrucche”.
L’appello era stato lanciato a inizio gennaio da Cindy
Blanc, parrucchiera di Martigny, per raccogliere capelli da donare alle vittime
di Crans-Montana. Nello spazio di un mese l’iniziativa, pubblicata sulla pagina
Facebook Crans-Montana solidarité, ha raccolto oltre 30 chili di cappelli, ci
conferma Audrey, che si è occupata di contattare le aziende per realizzare le
parrucche.
Una mobilitazione che ha superato i confini europei
“Le donazioni sono arrivate in gran parte da Svizzera,
Francia e Italia, ma la mobilitazione ha superato i confini europei: alcuni
invii sono giunti anche dalla Martinica e dalla Repubblica Ceca”, ci dice
Audrey. Donazioni che confermano una solidarietà ampia e spontanea. Anche in
Ticino la risposta è stata significativa: diversi saloni hanno aderito alla
raccolta, spedendo trecce verso il Vallese.
Come si confeziona una parrucca
Dei circa 30 chili raccolti, non tutti tuttavia potranno essere
utilizzati: “Per realizzare parrucche servono capelli di una lunghezza minima
adeguata e in buone condizioni. Anche i capelli che hanno subito decolorazioni
o trattamenti con l’henné sono stati esclusi perché non compatibili con gli
standard richiesti”, precisa Audrey. “Per confezionare una singola parrucca
sono necessari, a seconda della lunghezza, circa 400 grammi di capelli, che
devono essere accuratamente selezionati per colore e lunghezza simili”. Un
processo che richiede tempo e precisione.
Già inoltrate 7 richieste per parrucche
Attualmente i promotori dell’iniziativa hanno già ricevuto 7
domande per parrucche, ma non tutti i feriti si sono ancora risvegliati. “L’obiettivo
è fornire più parrucche a ciascuna persona, poiché la loro manutenzione
comporta tempi di lavaggio e asciugatura non trascurabili”, spiega Audrey. “Le
parrucche che risulteranno invece in eccedenza verranno messe a disposizione di
altre persone ustionate o di pazienti oncologici”.

