Rincari
Dai costi sanitari ai beni alimentari: in Svizzera è tutto più caro
Redazione
05.09.2023 21:17

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Prospettive nere anche per il futuro, con l’aumento dei premi malattia stimato per il 2024 tra l’8 e il 10%. Il tema è stato al centro di un incontro tra Mister Prezzi e le associazioni dei consumatori, che rivendicano: “Le riforme per contenere i costi vanno concretizzate”.
Il dato definitivo lo
avremo solo a fine settembre, ma le voci si rincorrono da mesi e dicono tutte
la stessa cosa: i premi di cassa malati aumenteranno anche l’anno prossimo. E
sarà una stangata. A darne notizia oggi è il portale comparativo bonus.ch, che
per la Svizzera stima un aumento medio tra il 7 e l’8%. Era del 6,6% l’anno
scorso. Ancora una volta al Ticino va addirittura peggio, con un incremento
valutato del 10%. Già per il 2023 il premio medio era salito a +9,2.
Aumenti che toccano diversi ambiti
Il rincaro dei premi,
che riflette l’andamento dei costi sanitari, è in cima alle preoccupazioni dei
cittadini ma non è l’unico in questo periodo. Nei giorni scorsi da ogni angolo
del Cantone, o quasi, è stato comunicato l’innalzamento delle tariffe
elettriche. E restando in tema di energia, negli ultimi mesi, come mostra il
sito GlobalPetrol.Price, anche il prezzo della benzina, in Svizzera, è tornato
a salire: da 1 franco e 80 al litro a fine maggio si è passati a 1 e 91 a fine
agosto.
I generi alimentari
In su anche i prezzi
dei beni alimentari. A darne indicazione oggettiva è l’Ufficio federale di
statistica, che per il mese di agosto ha calcolato un aumento complessivo
dell’indice nazionale dei prezzi al consumo, vale a dire l’indicatore
dell’inflazione, dello 0,2% rispetto a luglio. La tendenza è in corso da mesi e
vengono riportati esempi concreti. Prendiamo il pane: da 102 a maggio l’indice
è salito a 111, il formaggio da 100 a 109, il burro da 106 a 117 e le patate da
97 a 108.
Porre un freno ai costi sanitari
Chiudiamo questa carrellata
con le previsioni del costo delle pigioni. “Possibile aumento degli affitti in
Svizzera di oltre il 15% entro il 2026”, titolava sabato scorso il Blick
riportando le valutazioni dell’Ufficio federale delle abitazioni. Sia quel che
sia, l’erosione del potere d’acquisto c’è ed è in atto. Occorre agire. In
primis, ponendo un freno ai costi sanitari.
Cosa fare di fronte a questo aumento dei prezzi
I cittadini, di fronte a questi aumenti, cosa possono fare?
Proprio oggi, a Berna, si è tenuto il primo vertice sul potere d’acquisto, convocato
dal sorvegliante dei prezzi Stefan Meierhans e che ha riunito le organizzazioni
svizzere dei consumatori, che sono confrontate con un numero crescente di preoccupazioni finanziarie da parte di cittadini. Per il Ticino era presente ACSI. “Constatiamo una grande
preoccupazione da parte dei cittadini e né lo Stato né il mondo economico
stanno dando delle risposte concrete”, ci spiega Ivan Campari, redattore
responsabile della Borsa della spesa, il periodico dell'Associazione dei consumatori
della Svizzera italiana. “Un primo passo sarebbe quello di affrontare la realtà,
riconoscendo che molte persone stanno arrivando al limite e che non si può più
andare avanti con questi aumenti. Aumenti che non sono tutti giustificati. Serve
più trasparenza su cosa si cela dietro ai prezzi e cosa li determina. Spesso
non è chiaro, come nel settore sanitario o energetico”.
ACSI attiva sul fronte sanitario
Durante il vertice le organizzazioni hanno deciso di
suddividersi gli ambiti di intervento. ACSI in particolare, ci spiega ancora
Campari, sarà attiva nel settore della sanità, un ambito “molto
sentito in Ticino, dove i premi di cassa malati subiscono aumenti maggiori che
negli altri cantoni”. Sono stati fatti passi avanti, aggiunge, verso la
trasparenza dell’invio della fattura al paziente. “Ma non tutti le stanno ricevendo
e queste fatture spesso sono incomprensibili. I pazienti non riescono a fare le
verifiche. Occorre renderle comprensibili, noi ci batteremo in tal senso.
Inoltre cercheremo di spingere per un maggiore uso dei farmaci generici. C'è
molta strada da fare e anche un grande potenziale di risparmio”.

