Pandemia
Diminuiti di due terzi gli interventi negli ospedali
Keystone-ats
02.09.2022 11:02

Foto: ©Gabriele Putzu
È stato rispettato il divieto temporaneo di trattare i casi non urgenti negli ospedali durante la pandemia di coronavirus. Da marzo ad aprile 2020 sono nettamente diminuite le operazioni rispetto all’anno precedente.
Sono scesi di due terzi gli interventi
negli ospedali svizzeri durante il culmine della prima ondata di coronavirus
nel 2020 rispetto all’anno precedente. Il divieto temporaneo di trattare i casi
non urgenti nel periodo da marzo ad aprile è stato rispettato. Lo mostra uno
studio pubblicato oggi dell’Osservatorio svizzero della salute (Obsan).
-40% di interventi al cuore
Tra il 16 marzo e il 26 aprile 2020, nel periodo del
semi-confinamento, sono stati eseguiti meno interventi importanti, ossia non
eludibili perché salva-vita, stando a uno studio pubblicato oggi
dall'Osservatorio svizzero della salute (Obsan). Tuttavia, in questo caso la
flessione è stata significativamente inferiore rispetto agli interventi non
urgenti.
In
particolare, si è registrato un calo di oltre il 40% degli interventi a livello
di coronarie (cuore) in pazienti in cui non era stato diagnosticato un
precedente infarto. Il calo è stato meno marcato per gli interventi su tumori.
Le appendicectomie, anch'esse considerate interventi urgenti, si sono ridotte
del 9% e i trattamenti ospedalieri per ictus addirittura del 14%.
Un terzo in meno di operazioni
Complessivamente, durante il semi-confinamento della primavera
2020 sono stati eseguiti un terzo in meno di trattamenti in regime stazionario.
Secondo l'Obsan, il minor numero di interventi e diagnosi è stato compensato
entro la fine di quell'anno. Nell'arco del 2020 si è registrata globalmente una
diminuzione del 6% rispetto al 2019.
Tra
il 16 marzo e il 26 aprile 2020, gli ospedali non potevano effettuare
"esami e trattamenti non urgenti dal punto di vista medico". Anche
dopo il semi-confinamento, secondo l'Obsan, i nosocomi hanno dovuto rinviare, a
fasi alterne, diversi interventi, sia perché si presumeva che i posti letto
dovessero rimanere liberi, sia perché il tasso massimo di occupazione era stato
raggiunto.
Non è possibile valutare le ripercussioni
Secondo l'Obsan non è al momento possibile valutare, sulla base
dei dati disponibili, le ripercussioni dei rinvii, o annullamento, dei
trattamenti sulla salute delle persone interessate. A tale scopo sono necessari
ulteriori studi che includano anche, per esempio, informazioni sulla qualità di
vita del paziente.

