Svizzera
Discriminazioni nell'esercito? "Un'ammissione di fallimento"
Keystone-ats
31.10.2024 17:39

Foto: © DDPS
Il Gruppo per una Svizzera senza esercito commenta i risultati di uno studio, i quali "dimostrano che la violenza sessualizzata è intrinseca alla cultura organizzativa delle forze armate".
"Un'ammissione di fallimento incredibilmente rivelatrice e schiacciante". Così il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) commenta lo studio sulla discriminazione e sulla violenza sessualizzata nell'esercito. "I risultati dimostrano che la violenza sessualizzata e la discriminazione sono diffuse e intrinseche alla cultura organizzativa dell'esercito. L'istituzione militare non può quindi essere riformata", afferma il GSsE in un comunicato.
"Non si tratta di un fenomeno isolato"
La discriminazione è molto più diffusa nelle forze armate che nella società civile, aggiungono Transgender Network Switzerland (TGNS), Pink Cross e l'Organizzazione svizzera delle lesbiche. I risultati confermano che la discriminazione nei confronti delle comunità LGBTIQ+ e delle donne non è un fenomeno isolato, ma è radicata nelle strutture stesse delle forze armate, aggiungono le tre organizzazioni. "La cultura militare svizzera promuove valori patriarcali in cui predomina la mascolinità cisgender, bianca ed eterosessuale".
"Si promuova un cambiamento culturale"
Le tre organizzazioni esortano l'esercito ad assumersi le proprie responsabilità promuovendo un cambiamento culturale radicale e adottando misure concrete e immediate per garantire la sicurezza delle persone LGBTIQ+. Ciò passa ad esempio per una riorganizzazione del reclutamento, dove vengono poste domande "irrilevanti". L'obbligo stesso di servire andrebbe messo in discussione per i trans.

