Ambiente
"È in corso una grande moria di pesci in Svizzera"
Lara Sargenti
12.08.2022 09:31

Foto: © FSP - Jonas Steiner
A lanciare l'allarme è la Federazione Svizzera di Pesca che, preoccupata per la sopravvivenza di alcune specie ittiche, chiede un intervento della politica.
Fiumi asciutti e pesci morti. È quanto segnalano i pescatori
e i Cantoni in tutto l'Altopiano e nella zona meridionale del Giura. Una
situazione che preoccupa la Federazione Svizzera di Pesca (FSP), che in una
nota ribadisce l'importanza di mantenere vivi i corsi d'acqua. "È un vero disastro, purtroppo", afferma
Roberto Zanetti, presidente centrale della Federazione. A fargli eco il
direttore David Bittner. "Ci spezza il cuore vedere pesci che cercano
ossigeno o che giacciono senza vita in poche pozze che si stanno
prosciugando".

Le trote e i temoli stanno morendo
Secondo la FSP la mortalità dei pesci dovuta all'ondata di
calore distrugge "brutalmente e di colpo” anni di manutenzione delle
sezioni fluviali e delle popolazioni di pesci da parte delle società di pesca
locali e delle associazioni affittuarie. Le specie che necessitano di acque
fredde, come la trota e il temolo, sono particolarmente colpite da questa
situazione. Una temperatura dell'acqua di 20 gradi per loro è già stressante,
fa sapere la FSP. "A partire da 23 gradi la situazione diventa critica e
oltre i 25 gradi la loro vita è minacciata. Attualmente, ogni giorno vengono
annunciati nuovi record di temperatura nei ruscelli e nei fiumi, spesso ben
oltre i 25 gradi".

Altre specie potrebbero estinguersi
C'è dunque preoccupazione per il futuro. Bittner cita
modelli di calcolo federali che dimostrano che non ci saranno più trote né
temoli nell'Altopiano centrale entro pochi decenni se le temperature globali
aumenteranno ancora. Inoltre, già oggi tre quarti delle specie ittiche
autoctone "sono minacciate, in via di estinzione o già estinte".

L'appello alla politica
Per la federazione è dunque importante che il mondo politico
si muova a tutti i livelli. Secondo la Federazione le autorità cantonali devono
mettere in atto una pratica restrittiva per i prelievi d'acqua e riservare un
trattamento rispettoso degli habitat che servono da rifugio per i pesci che
hanno bisogno di acqua fresca. "Non si deve e non si può pensare di
prelevare le ultime gocce d'acqua dai fiumi per la produzione di energia idroelettrica,
lasciando così ancora meno acqua per i pesci", sottolinea Zanetti, facendo
riferimento alle pressioni esercitate da alcuni gruppi per allentare le norme
sui deflussi residuale. La FSP insiste inoltre per accelerare l'attuazione
della legge sulla protezione delle acque: servono misure per risanare i corsi
d'acqua e ripristinare la libera migrazione dei pesci in modo che possano
trovare da soli zone più fresche e profonde in tempi di siccità.

