Svizzera
Edilizia, basta annunciare i posti di lavoro vacanti
Redazione
04.11.2022 10:40

Foto: ©Gabriele Putzu
A partire da gennaio 2023 verrà revocato l’obbligo di annunciare i posti di lavoro disponibili per le professioni edili con carenza di personale qualificato.
Revocato l’obbligo di annunciare i posti vacanti nelle professioni
dell’edilizia. La misura, che entrerà in vigore a partire dal 2023, piace alla
Società Svizzera Impresari Costruttori (SSIC), la quale -si legge nel
comunicato stampa- “prende atto con soddisfazione del fatto che da gennaio l’elenco dei generi
di professioni soggetti all’obbligo di annuncio sarà finalmente ridotto a una
misura praticabile, comprendente solo l’8,2% dei lavoratori invece del
19,4% attuale”.
“Finalmente meno oneri burocratici”
“Il 1°
gennaio 2023”, scrive la SSIC, “metterà finalmente fine alla discrepanza tra
l’obbligo di annunciare i posti vacanti imposto dalla Segreteria di Stato
dell’economia (SECO) e l’elevato onere burocratico per consentire alle imprese
di costruzione di occupare i posti vacanti nelle professioni dell’edilizia con
carenza di personale qualificato, come costruttori stradali, costruttori
specializzati di gallerie, costruttori di binari, gruisti e conducenti di
macchine edili, con lavoratori qualificati locali. Questo perché, nel periodo
di calcolo compreso tra ottobre 2021 e settembre 2022, il numero di disoccupati
per queste professioni dell’edilizia è stato inferiore al 5%”.
Le critiche mosse dalla SSIC
La Società Svizzera
degli Impresari-Costruttori, viene scritto, “aveva più volte criticato il fatto
che in quel periodo numerose professioni con un’evidente carenza di personale
qualificato rientrassero nell’obbligo di annunciare i posti di lavoro vacanti,
perché l’obbligo di notifica, dalla sua prospettiva passata, rifletteva la
problematica situazione occupazionale nel picco della crisi legata al
coronavirus”.
La misura potrebbe valere un solo anno
“Se non ci
sarà un cambiamento repentino, le professioni dell’edilizia con carenza di
personale qualificato potrebbero essere nuovamente soggette all’obbligo di
notifica già a partire dal 2024, a causa del rallentamento economico che si sta
delineando”, viene specificato nel comunicato. “Il problema di fondo” -spiega
la SSIC- “è che nell’attuale acquisizione dei dati relativi all’obbligo di
annunciare i posti vacanti non si fa distinzione tra lavoratori qualificati con
attestato federale di capacità (AFC), lavoratori qualificati con certificato
federale di formazione pratica (CFP) e lavoratori non qualificati senza
attestazione delle competenze. Quest’ultimo gruppo, con un tasso di
disoccupazione superiore alla media in tutti i settori, fa sì che l’intero
genere di professione superi la soglia del cinque percento per l’obbligo di
notifica, estendendo così quest’obbligo anche alle professioni con una carenza
comprovata di personale qualificato”.
La ricetta dell’Associazione di categoria
“La misura
più efficace sarebbe quella di aumentare la soglia del tasso di disoccupazione
dal 5 all’8% a livello nazionale. Si potrebbe raggiungere questo obiettivo con
un adeguamento a livello di ordinanza anziché di legge, che potrebbe essere
attuato rapidamente. Ed è proprio ciò che esige la mozione di Erich Ettlin,
consigliere agli Stati, per ristabilire una soglia realistica, e che secondo la
SSIC merita di essere sostenuta”.

