Svizzera
Esercito, partenze anticipate creano carenze di personale
Redazione
13.11.2025 11:37

Foto: © VBS/DDPS - Alex Kühni
Più della metà degli addii è rappresentata da passaggi al servizio civile. Per ridurre i problemi riscontrati nell’ambito dell’apporto di personale, sono già state adottate diverse misure.
Il 1º marzo
2025 l’esercito contava circa 146’700 incorporati. Ciononostante, nei prossimi
anni l’effettivo non consentirà di garantire un apporto di personale
sufficiente per i corsi di ripetizione, soprattutto a causa delle partenze
anticipate. Il primo marzo 2025 l’effettivo di militari incorporati nelle
formazioni ammontava a 146’718 unità. Di questi, 105’997 dovevano ancora
prestare dei giorni di servizio d’istruzione (72,25%), e 40’721 avevano già
adempiuto il loro obbligo di servizio d’istruzione (27,75%). Rispetto al 2024, l’effettivo reale è diminuito di 256 unità. La quota di donne incorporate nelle
formazioni è leggermente aumentata, salendo all’1,7 per cento.
Le partenze pregiudicano l’apporto di personale
Dalla
realizzazione dell’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs), il numero di
partenze anticipate è stato costantemente elevato: più della metà è
rappresentata dai passaggi al servizio civile. Tra i trentenni di una classe di
reclutamento, circa il 35% sono militari, il 14% presta servizio civile, il 13% è nella protezione civile e il 37% non presta servizio per motivi
medici o per altre ragioni. Le persone di quest’ultimo gruppo sono state
dichiarate inabili al servizio militare per motivi medici già in occasione del
reclutamento o durante l’obbligo di prestare servizio.
Le misure adottate
Per ridurre
i problemi riscontrati nell’ambito dell’apporto di personale, l’esercito ha già
adottato diverse misure nei settori della comunicazione, del reclutamento,
della fidelizzazione e della consulenza, realizzando quanto proposto nei due
rapporti del 2021 e del 2022 sull’apporto di personale per l’esercito e per la
protezione civile.

