Turismo
Estate quasi da record per il settore alberghiero svizzero, Ticino in calo
Redazione, Keystone-ATS
05.12.2022 10:17

Foto: © Chiara Zocchetti
L'UST ha comunicato i dati del settore alberghiero da maggio a ottobre 2022. Vi è un aumento abbondante di visitatori stranieri, ma una contrazione dei turisti indigeni.
Forte
aumento della frequentazione per gli hotel svizzeri nell'estate 2022, rispetto all’anno
scorso. L'incremento dei visitatori stranieri ha abbondantemente compensato la
contrazione indigena, fino a far sfiorare il record del 2019. In calo però il
Ticino.
Aumenti rispetto al 2021
Fra
maggio e ottobre, comunica oggi l'Ufficio federale di statistica (UST), il
settore alberghiero ha registrato 22,4 milioni di pernottamenti, con un aumento
di 4 milioni (+21,9%) rispetto al 2021. La domanda degli ospiti stranieri
presenta una progressione dell'84,6% (+4,8 milioni), registrando un totale di
10,4 milioni di pernottamenti. La domanda indigena, dal canto suo, è diminuita
del 6,0% (-762 000), scendendo a 11,9 milioni di pernottamenti. Toccato in
particolare il Ticino che, durante la stagione estiva 2022 ha subìto il calo
maggiore rispetto alle tredici regioni turistiche esaminate dallo studio. Il
nostro Cantone ha infatti registrato un calo del 14.9% di pernottamenti e il
maggior tasso di diminuzione dell’affluenza della clientela svizzera (-31%).

Secondo record degli ultimi 30 anni
Il
totale raggiunto in Svizzera è solamente dell'1,3% inferiore rispetto all'estate
record del 2019. Si tratta quindi della seconda migliore prestazione degli
ultimi 30 anni. I mesi di settembre e ottobre hanno addirittura registrato il
maggior numero di pernottamenti dal 1992. Escludendo il 2019, nell'arco degli
ultimi tre decenni anche i mesi di luglio e agosto conoscono un numero record
di pernottamenti. Tutti i mesi di questo periodo registrano forti aumenti dei
pernottamenti di ospiti provenienti dall'estero. Particolarmente alti
quelli nei mesi di maggio e giugno (rispettivamente +250,7% e +240,1%). Questo
si spiega con il fatto che l'anno precedente la domanda estera era ancora
particolarmente bassa, sottolinea l'UST.


