Svizzera
Fuga di notizie durante la pandemia, Berset "non commenta"
Keystone-ats
15.01.2023 11:42

In considerazione del procedimento in corso, che non è diretto contro di lui, il consigliere federale non può dire nulla in proposito. “Immagino che le indiscrezioni saranno perseguite d’ufficio”.
Il presidente della
Confederazione Alain Berset ha preso posizione per la prima volta su una
presunta fuga di informazioni nel suo dipartimento durante la pandemia di
coronavirus. Berset parla di "indiscrezioni illegali" ("fuites
illégales"), che però non vuole commentare ulteriormente. In
considerazione del procedimento in corso, che non è diretto contro di lui, non
può dire nulla in proposito, ha sottolineato Berset ieri sera al programma
"Forum" della radio svizzero romanda. Ha parlato tuttavia di
indiscrezioni "piuttosto scandalose".
Le indiscrezioni
Si deve ora lasciar
lavorare la giustizia, ha detto Berset, aggiungendo di potersi immaginare che
queste indiscrezioni saranno perseguite d'ufficio. "Schweiz am
Wochenende" aveva riferito che l'ex capo della comunicazione di Berset,
Peter Lauener, aveva ripetutamente passato a Ringier informazioni confidenziali
sulle misure per contrastare il Covid previste dal Consiglio federale. Il giornale,
secondo proprie informazioni, si basa su e-mail e verbali di interrogatori a
disposizione della redazione. Un inquirente speciale ha avviato un procedimento
che vede sospettato l'ex capo della comunicazione di Berset.
Indagini estese
L'ex capo della comunicazione di Berset è stato interrogato dall'inquirente straordinario della Confederazione Peter Marti. Il procuratore pubblico straordinario era stato incaricato di indagare su una possibile violazione del segreto d'ufficio in relazione al "caso Crypto AG". Diversi dipendenti dell'amministrazione federale erano stati sospettati di aver passato informazioni riservate ai media in relazione al caso Crypto. Tuttavia, Marti ha poi esteso le sue indagini ad altri possibili casi di violazione del segreto d'ufficio in relazione alla politica del coronavirus del Consiglio federale. In particolare, è stato preso di mira l'ex responsabile della comunicazioni del Dipartimento federale dell'interno (DFI). Secondo quanto riportato dal giornale, Lauener avrebbe avuto un filo diretto con il Ceo di Ringier Marc Walder e lo avrebbe ripetutamente informato sulle imminenti decisioni del Consiglio federale riguardo al coronavirus. Secondo il giornale anche Walder e il consigliere federale Berset sono stati ascoltati in qualità di informatori da Peter Marti.

