Il sondaggio
Gli svizzeri si sentono meno in salute che durante la pandemia
Keystone-ats
01.09.2022 16:49

Foto: Immagine Shutterstock
È quanto emerge da un sondaggio di Sotomo che si basa sulle risposte date da 2’136 persone tra il 14 e il 26 giugno scorsi.
Il 35% degli svizzeri
adulti si sente malato o poco sano. Lo rivela uno studio realizzato per il terzo anno consecutivo dall'istituto demoscopico Sotomo per conto della cassa malattia Css. La percentuale
supera quelle relative al 2020 e al 2021: secondo gli autori, questo è un segno
che la pandemia non è ancora superata.
"Nazione malaticcia"
Gli autori dipingono
il quadro di una "nazione malaticcia". La percezione della salute è
infatti peggiore rispetto ai due anni precedenti, quando la pandemia era
maggiormente sotto i riflettori. Se nel 2020 il 22% degli intervistati diceva
di non essere completamente in salute o addirittura di essere malato, l'anno
successivo la percentuale era del 27% e nell'ultimo sondaggio è salita come
detto al 35%. "La pandemia si è trasformata da un evento acuto e visibile
a un peso cronico e insidioso per la salute pubblica", scrivono gli autori
dello studio. Per quasi il 5% degli intervistati, il Covid è diventato la
peggiore esperienza di malattia della loro vita. Negli anni precedenti, le
percentuali erano dello 0,3 e dell'1,8%.
La pandemia fa paura
Anche la paura delle
pandemie in generale è aumentata costantemente dopo lo scoppio del coronavirus.
Nel 2020, il 38% della popolazione considerava una pandemia una minaccia
persistente per la salute; ora la percentuale è salita al 52%. E il 44% degli
intervistati ritiene che il fenomeno del long-Covid sia sottovalutato. La
pandemia sembra aver reso le persone più consapevoli delle malattie e delle
loro conseguenze. Rispetto agli anni precedenti, un numero minore di
intervistati ritiene che le persone tendano ad andare dal medico troppo in
fretta. Il numero di giorni di malattia è salito in media a 4,3. Nel 2020 era
stato di 3,3; l'anno successivo, il numero è sceso a 2,5 a causa dell'obbligo
di indossare la mascherina e di lavorare a casa. Gli autori dello studio
spiegano l'attuale aumento con l'effetto di recupero e con il maggior numero di
infezioni da coronavirus.
Componente psicologica
È probabile che la
percezione di una salute peggiore tenga conto anche di una componente
psicologica oltre a quella fisica. In questo caso, le persone più toccate sono
le giovani donne fra i 18 e i 30 anni: il 55% di loro descrive il proprio
benessere psicologico come mediocre o peggiore, mentre l'anno scorso la
percentuale era del 49%. Lo stress lavorativo è considerato il principale
aggravio per la salute. I giovani adulti citano anche la mancanza di
prospettive, mentre per quanto riguarda le crisi psicologiche nel contesto
lavorativo, la mancanza di apprezzamento è il fattore più spesso citato.

