Digitalizzazione
“I servizi consolari vanno digitalizzati”
Keystone-ats
18.08.2022 06:11

Foto: © Shutterstock
A dirlo il Controllo federale delle finanze, che sottolinea che il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) dipende da altri uffici per i progetti informatici, come le notifiche di stato civile e di trasloco, le carte d'identità o le pensioni.
I servizi consolari delle rappresentanze
svizzere all'estero funzionano generalmente bene, ma è necessario fare passi
avanti nella digitalizzazione. Lo dice il Controllo federale delle finanze
(CDF). In un rapporto pubblicato oggi, l'organo superiore di vigilanza
finanziaria della Confederazione afferma che il ricorso ai servizi consolari in
forma digitale deve essere potenziato. A questo scopo è importante coinvolgere
il personale sul campo, visto che potrebbe considerare la digitalizzazione come
una minaccia per il proprio posto di lavoro. Le rappresentanze consolari
conservano ancora i documenti degli svizzeri all'estero in formato cartaceo,
scrive il CDF. Senza l'archiviazione elettronica e la gestione digitalizzata
dei dossier, è difficile convincere il personale a non usare la carta.
Insicurezza del personale
A preoccupare il personale contribuiscono, oltre al timore di
perdere il lavoro a causa della crescente digitalizzazione, le chiusure di
singoli consolati e il consolidamento dei servizi in 16 centri consolari
regionali. La direzione stabilita dalla sede centrale di Berna è vista come
avulsa dalla realtà. Per questo, il personale locale deve essere maggiormente
coinvolto nella trasformazione digitale. Anche gli utenti dovrebbero peraltro
venire coinvolti nello sviluppo di un servizio online, visto che le offerte
attuali non sono abbastanza utilizzate. Il Dipartimento federale degli affari
esteri (DFAE) - sottolinea il CDF - dipende da altri uffici per i progetti
informatici, come le notifiche di stato civile e di trasloco, le carte
d'identità o le pensioni. Le interfacce non sono però automatizzate, e i
documenti devono essere inviati per posta o per e-mail.
Pandemia ben gestita
Per il resto, il CDF dà buoni voti ai servizi consolari. I casi di
protezione consolare - circa 650 all'anno - sono diventati meno frequenti. Le
ambasciate e i consolati ricevono il supporto del Centro di gestione delle
crisi del DFAE in circa 100 casi all'anno. Nel caso della pandemia di Covid-19,
il CDF attesta l'alto livello di impegno e il buon coordinamento del DFAE. Prima
della pandemia venivano trattate oltre 630'000 domande di visto all'anno.
Secondo il CDF, questo settore presenta il rischio più elevato di tutti i
servizi consolari, ad esempio a causa della corruzione. Il DFAE ne è
consapevole e molte regole vengono applicate in stretta collaborazione con gli
Stati Schengen.
43 milioni di franchi di entrate
Il DFAE dispone di 94 centri e sezioni consolari nelle ambasciate
e nei consolati generali. Il loro costo è di 128 milioni di franchi all'anno e
rappresenta il 27% delle spese per la rete estera del DFAE. Il personale dei
servizi consolari è composto di circa 540 dipendenti a tempo pieno. Il 60% del
servizio è destinato ai cittadini svizzeri, il 40% al trattamento dei visti.
Prima della pandemia, le entrate del DFAE derivanti dai servizi consolari
ammontavano a 43 milioni di franchi all'anno, di cui 34 milioni per i visti. I
servizi consolari sono l'attività più visibile del DFAE per il pubblico.

