Vaiolo delle scimmie
"I vaccini sono un buon inizio. In futuro tutti rischiano il contagio"
Teleticino
26.08.2022 08:19

La Confederazione vuole acquistare 100 mila dosi di vaccino. I casi in Svizzera sono oltre 400. Ma come leggere questi dati? Lo abbiamo chiesto all'infettivologo Alessandro Diana.
“Questo virus non va a colpire la persona a seconda
dell'orientamento sessuale. Si trasmette tramite un rapporto intimo, ma anche
con un faccia a faccia prolungato tra due persone che non hanno una relazione
sessuale. Si può addirittura trasmettere attraverso degli indumenti. Ci sono
casi di persone che hanno dormito nello stesso letto, a contatto con le stesse
lenzuola, e si sono contaminati”, ha detto l’esperto. “I primi cluster di
questo virus, partito dalla Spagna, si sono trasmessi in una comunità di uomini
che hanno relazioni sessuali con altri uomini, e qui c'è stato l'effetto
boomerang che oggi tocca più del 95% degli uomini omosessuali che hanno
relazioni sessuali. Ma ci possiamo aspettare che il Vaiolo delle scimmie colpirà
altre persone, siano esse donne, bambini, adulti.”
Vaccino in arrivo
Per quanto riguarda la tempistica dell'acquisto del vaccino, mi fa
ricordare lo stesso fenomeno che abbiamo avuto con il vaccino per il Covid, quando
l'Inghilterra è stata la prima ad averlo”, ha spiegato l’infettivologo
Alessandro Diana. “Ci stiamo tutti allineando, è una questione di settimane.
Avere 100 mila dosi è già un buon inizio, questi preparati all’inizio saranno
raccomandati alle persone più a rischio, anche se in futuro tutti rischiamo di
essere confrontato con il Vaiolo delle scimmie. Adesso c’è una fascia della
popolazione a rischio e per fortuna abbiamo a disposizione i vaccini per queste
persone. Il vaccino è un siero contro il vaiolo, ma all'85% funziona anche contro
le complicazioni del vaiolo delle scimmie. Ci sono dei dati che ci permettono
di poterne fare uso per il vaiolo delle scimmie. Si tratta di un preparato di
terza generazione, significa che il virus -benché attenuato- non si replica. Questo
ci dà molte certezze sul profilo della sicurezza di questo vaccino”.
Questione privacy
“Molto probabilmente ci sono già dei punti dove la comunità lgbtq+
ha accesso a delle cure”, ha affermato Diana. “Probabilmente in Svizzera i
centri di vaccinazione saranno organizzati lì dove queste persone vanno a
cercare terapie o profilassi per l'HIV. Ci si dovrà annunciare, perché questa
vaccinazione non è aperta a tutti. Questo implica che la persona che si
annuncia per un vaccino dichiari anche il proprio orientamento sessuale. Ma non
dimentichiamo, come in tutte le professioni, che abbiamo il dovere del segreto di tutela
professionale. Queste non sono informazioni che vanno divulgate.”

