Guerra in Ucraina
Ignazio Cassis denuncerà le "recenti provocazioni" di Putin
Keystone-ats
21.09.2022 16:50

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Il presidente della Confederazione lo farà nell’incontro con il ministro degli Esteri russo Lavrov a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il consigliere federale condannerà anche la minaccia nucleare.
"Chiederò al
Ministro degli Esteri Lavrov di rinunciare a una nuova escalation di questa
terribile guerra e di ritirare immediatamente le truppe russe". È quanto
ha dichiarato Ignazio Cassis in una conferenza stampa a New York. Il presidente
della Confederazione incontrerà il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov
a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York mercoledì
mattina (ora locale). Il consigliere federale discuterà "delle recenti
provocazioni del Presidente Putin". Cassis ha poi sottolineato “che questo
intervento è in linea con la sentenza della Corte internazionale di giustizia
del marzo 2022, che ha giudicato illegale l'invasione russa. L'annunciata
mobilitazione parziale in Russia non è accettabile.”
“La guerra si concluderà solo con una soluzione diplomatica”
Anche
i referendum sull'annessione dei territori occupati in Ucraina “sono illegali e
non saranno riconosciuti dalla Svizzera”, ha dichiarato il presidente della
Confederazione.
"Questa
guerra si concluderà solo con una soluzione diplomatica. I canali di
comunicazione e i contatti diplomatici sono importanti per evitare un'impasse
", ha detto Cassis.
“La Svizzera resta uno Stato neutrale”
“La
Svizzera è sempre pronta ad offrire i suoi buoni uffici tra Ucraina e Russia.”
Su richiesta dell'Ucraina, Berna ha già redatto un mandato di protezione per i
cittadini ucraini in Russia e lo ha consegnato ai russi. Cassis chiederà a
Lavrov a che punto è il dossier. “A
prescindere dalla retorica russa, la Svizzera rimane uno Stato neutrale”, ha
dichiarato il presidente della Confederazione. Si aspetta che Lavrov, che ha
già incontrato ripetutamente come ministro degli esteri alle Nazioni Unite, sia
disposto a dialogare. "La Svizzera è uno dei Paesi che non spinge per
estromettere i russi dagli organismi multilaterali perché siamo convinti che il
dialogo sia necessario", ha aggiunto.

