Consiglio degli Stati
“Il debito Covid va assorbito entro il 2035 senza aumentare le imposte”
Keystone-ats
14.09.2022 14:09

Foto: Immagine Shutterstock
Secondo la Camera alta il deficit causato dal coronavirus dovrebbe essere coperto entro 13 anni senza pesare sulle spalle dei cittadini.
Il debito straordinario causato dalla
pandemia di coronavirus, pari a 26 miliardi di franchi, deve venir assorbito
per gradi entro il 2035 senza aumentare le imposte o elaborando programmi di
risparmio e, soprattutto, senza ricorrere agli eccedenti di bilancio degli anni
scorsi. Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati, approvando il progetto del Governo.
Il dossier ritorna al Consiglio nazionale per le divergenze.
Il cambiamento
Attualmente, la legge federale sulle
finanze della Confederazione prevede che la riduzione dell’indebitamento
supplementare venga eseguita sull’arco di sei anni. Tuttavia, è stato ricordato
in aula, un simile obiettivo potrebbe essere raggiunto solo aumentando le tasse
o prevedendo tagli alle spese. Per evitare una simile eventualità, l'esecutivo
ha proposto di allungare il lasso di tempo per assorbire il debito portandolo
al 2035, impiegando le eccedenze strutturali del bilancio ordinario della
Confederazione (circa 1 miliardo l'anno) e la quota della distribuzione
supplementare della Banca nazionale svizzera (circa 1,3 miliardi l'anno).
Cosa ha detto il Nazionale
Il Nazionale, che ha esaminato il
disegno governativo lo scorso giugno, ha deciso di modificare il disegno
governativo in alcuni punti: in particolare intende dimezzare il disavanzo del
conto di ammortamento ricorrendo al conto di compensazione (23,5 miliardi a
fine 2021), a condizione che quest’ultimo abbia un saldo sufficientemente
elevato. In cambio, ha optato per prolungare il termine per la compensazione
del disavanzo solo fino al 2031, e non fino alla chiusura dei conti del 2035,
giacché rimarrebbero solo 12,5 miliardi di debito Covid da assorbire. Stando a
questa soluzione, agendo in questo modo il disavanzo del conto di ammortamento
diminuirebbe drasticamente; in tal modo si avrebbe un maggiore margine di
manovra per affrontare le grandi sfide del futuro. Una variante simile a quella
accolta dal Nazionale è stata difesa oggi in aula, anche se invano, dal campo
rosso-verde.

