Covid
Il medico cantonale capo non vede segnali di sovraccarico
Keystone-ats
26.10.2022 08:28

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Le unità di terapia intensiva non dovrebbero essere tanto impegnate come in passato con i casi di coronavirus. Lo ha detto Rudolf Hauri, presidente dell'associazione dei medici cantonali svizzeri.
Secondo il presidente
dell'associazione dei medici cantonali svizzeri, Rudolf Hauri, il picco
dell'ondata autunnale di Covid non è ancora stato raggiunto, e il sistema
sanitario "al momento non mostra indizi di sovraccarico". Solo tra un
paio di settimane si saprà se la situazione attuale rappresenti un vero e
proprio calo dei casi o sia solo un plateau provvisorio intermedio, dice Hauri
in un'intervista pubblicata oggi dal Blick.
Troppo presto per un “cessato allarme”
Le unità di terapia
intensiva non dovrebbero essere tanto impegnate come in passato con i casi di
coronavirus, aggiunge il medico cantonale di Zugo. Ciò che invece lo preoccupa
è che oltre all'aumento dei casi di Covid-19, quest'anno ci si aspetta un'ondata
di influenza più forte. È troppo presto per considerare un cessato allarme,
poiché "la pandemia non è certamente ancora finita", sottolinea
Hauri. E comunque il carico di lavoro per il sistema sanitario, attualmente
ancora elevato a causa della carenza di personale, è destinato ad aumentare.
“Il numero di contagi in realtà è più alto”
"Il tasso di
positività ancora elevato indica inoltre che un alto numero di casi non sono
segnalati. In termini reali, le persone infettate dal coronavirus sono da
cinque a sei volte di più di quelle ufficialmente confermate. In altre parole,
più di 20’000 persone ogni giorno", precisa Hauri. Tuttavia, egli non
crede che ci sarà un'altra mutazione del virus che cambierà la situazione e
metterà fuori gioco tutto il sistema sanitario. Nel frattempo, la popolazione
ha imparato a gestire il virus. Il SARS-CoV-2 continuerà ad occupare le persone
per un po' di tempo, "ma mi aspetto che perda massicciamente di importanza
nella vita quotidiana nel corso del 2023", conclude il presidente
dell'associazione dei medici cantonali.

