STAMPA
Il meglio che il nostro fotogiornalismo ha da offrire
Andrea Ramani
05.04.2023 17:21

Foto: Karine Bauzin. Les cabanes de plage. Le Temps
Sono stati resi noti i vincitori dell'edizione 2023 dello Swiss Press Photo, il più prestigioso premio di fotogiornalismo del paese. Fra i vincitori anche i ticinesi Pablo Gianinazzi e Flavia Leuenberger Ceppi
In questi anni Swiss Press Photo
ci hanno regalato sguardi diversi, a tratti curiosi, sul nostro paese. La
pubblicazione dei vincitori era soprattutto l’occasione per guardarci per così
dire allo specchio, riflessi in immagini che fermavano attimi di quotidianità
nostri e dei nostri concittadini, di momenti di stretta cronaca o situazioni
che problematizzavano le sfide attuali cui anche la Svizzera è confrontata.

Elementi che si ritrovano anche
quest’anno nella giuria che ha scelto i progetti vincitori del principale
premio di fotogiornalismo del paese, ma in maniera meno marcata rispetto alle
edizioni passate. Fra le immagini selezionate nelle categorie Attualità, Vita
Quotidiana, Storie svizzere, Ritratti, Sport e Internazionale spiccano per
crudezza e impatto i lavori di due fotoreporter svizzeri, Dominic Nahr e Alex
Kühni, con i loro reportage sulla guerra in Ucraina. Sono particolarmente forti
e senza filtri i 10 scatti del freelance bernese issatosi al primo posto nella
categoria Internazionale. Il racconto apparso sui vettori del gruppo Tamedia
non fa sconti alla brutalità del conflitto.

L'emergenza climatica è tornata d'attualità
Dopo due edizioni segnate dalla
pandemia, i fotografi svizzeri sono tornati a concentrarsi anche sull’emergenza
climatica, tema preponderante nella categoria Attualità.
Con delle immagini che ricordano
più un paesaggio alieno che un panorama alpino il vodese Fabrice Coffrini ha
raccontato la situazione critica dei ghiacciai svizzeri.

Tutt’altro approccio lo ha avuto il ginevrino Oliver Vogelsang, premiato con il secondo
rango di categoria per lo scatto di uno dei momenti di uno Sciopero per il
futuro che si è tenuto a Losanna lo scorso anno.

Chiudono il podio le immagini
dell’elezione di Elisabeth Baume-Schneider e Albert Rösti, realizzate dal
bernese Peter Klaunzer.

Fra omaggi e scorie (passate e presenti)
Oltre alla stretta attualità, la
giuria degli Swiss Press Photo è solita omaggiare quegli addetti ai lavori
capaci d’intercettare storie particolari e proporle attraverso il mezzo
fotografico.
È il caso del primo posto della categoria Vita quotidiana, andato
a Karine Bauzin per il suo racconto delle cabine da spiaggia di Ginevra, che
nella forma, nella scelta dei soggetti e delle inquadrature ricordano l’opera
del fotografo inglese Martin Parr, che con molta ironia fece una disanima della società
britannica. In questo caso il lavoro si concentra su anziani bagnanti elevetici.

Un racconto che sembrerebbe voler
rafforzare l’immagine e lo stereotipo tendenzialmente positivo della precisione
e della pulizia svizzere è quello Eleni Kougionis che ha seguito per giorni gli
ispettori dei rifiuti, che a Basilea rimestano fra la spazzatura alla ricerca
di prove per risalire a chi ha smaltito illegalmente i rifiuti.

Di tutt’altro tenore è un’altra
storia svizzera che porta fino in Brasile, nell’ex colonia Hélvecia. Luogo in
cui veniva coltivato il caffè e che, con l’appoggio del Governo svizzero, fino
al 1888 venne praticato lo schiavismo. Le immagini di Dom Smaz mostrano quello
che è oggi questa ex-colonia.

Due ticinesi fra i premiati
Nell’edizione 2023 non mancano i
riconoscimenti a fotografi di casa nostra. La giuria ha voluto ancora una
volta premiare il lavoro del fotoreporter di Ti-Press Pablo Gianinazzi che quest’anno
ha proposto una raccolta di immagini sportive che gli sono valse il terzo posto
nell’omonima categoria. Torna fra i premiati anche Flavia
Leuenberger Ceppi con una serie di ritratti dedicata agli ottuagenari di Arogno.

La foto dell'anno a fine mese
Le immagini pubblicate qui sopra
sono solo alcune del numeroso ventaglio di fotografie premiate dalla giuria
dello Swiss Press Photo (tutte le immagini possono essere viste qui), composta fra gli altri anche dal collega del Corriere
del Ticino Gabriele Putzu. Oltre ai tre migliori piazzamenti di categoria ci
sono ancora due premi da assegnare. Il 28 aprile a Berna verranno svelati la foto e il
fotografo dell’anno.

