Rapporti sessuali
Il Nazionale approva il principio del "Solo Sì significa Sì"
Redazione, Keystone-ATS
05.12.2022 20:26

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A differenza degli Stati, la Camera bassa si pronuncia favorevolmente all'introduzione del principio nel Codice penale.
Commette un'aggressione sessuale chi compie atti sessuali su una persona "senza il suo consenso". Contrariamente agli Stati, il Nazionale è favorevole, con 99 voti a 88, all'inserimento del Codice penale della soluzione del principio "soltanto sì significa sì".
Donne socialiste: "Decisione frutto di un lavoro instancabile"
La decisione è stata salutata dal Partito socialista, secondo il quale (si legge in un comunicato), il "Consiglio nazionale prende sul serio la propria responsabilità sociale". A esultare sono soprattutto le Donne socialiste, che "ricordano che la vittoria di oggi è dovuta all'instancabile lavoro di innumerevoli attiviste, esperti e vittime di violenza sessuale. Solo pochi anni fa, la consapevolezza della necessità di una riforma del diritto penale in materia di reati sessuali era molto scarsa". L'auspicio del Ps è che ora la Camera dei Cantoni segua quella del Popolo.
Verdi: "Una Camera al passo con i tempi"
Lo stesso invito è espresso dai Verdi. "Decidendo che 'solo un Sì è un Sì', il Consiglio nazionale riconosce il diritto all'autodeterminazione sessuale", scrivono gli ecologisti in una nota. "Con la sua decisione, il Consiglio nazionale si associa a un cambiamento in corso da molto tempo nella società". Il principio approvato, secondo i Verdi, "stabilisce una volta per tutte che una vittima non è complice dell'abuso, indipendentemente dal suo atteggiamento durante l'atto. Inoltre, tiene conto delle situazioni nelle quali la vittima non può affermare di essersi opposta in quanto tetanizzata ("bloccata", ndr) o in stato di choc".
"No significa No" o "Sì significa Sì"?
Se sulla necessità di intervenire erano tutti d'accordo, i pareri invece divergevano sull'aspetto centrale del dossier, ossia sulla definizione di consenso: "no significa no", a cui si oppone "soltanto sì significa sì". "L'opzione del consenso esplicito creerà più confusione, delusione e frustrazione, non riuscendo a risolvere tutti i problemi", ha affermato Vincent Maitre (Centro/GE). Barbara Steinemann (UDC/ZH) ha invano messo in guardia contro un diritto sessuale a carattere simbolico, temendo che con la soluzione del "soltanto sì significa sì" si inneschi un'inversione dell'onere della prova.
Keller-Sutter per il "No significa No"
Anche la consigliera federale Karin Keller-Sutter ha sostenuto la bontà della formula "no significa no", precisando che un "no" esplicito o un gesto di rifiuto, che può essere anche un pianto, difficilmente lasciano un grande margine all'interpretazione di un giudice, mentre non è detto che un "sì" rispecchi veramente la volontà della donna. La ministra di giustizia e polizia ha citato l'esempio di una donna che, dopo aver acconsentito ad un atto sessuale, ci ripensa. Insomma, con un "no" sarebbe più facile stando alla consigliera federale provare l'esistenza di un rapporto non consensuale.

