Svizzera
Il Nazionale respinge due iniziative cantonali sulle terapie di conversione
Keystone-ats
05.03.2024 14:30

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Le terapie di conversione sono sì da vietare, ma prima di agire bisogna aspettare il rapporto del Governo.
Le terapie di conversione, volte a modificare o reprimere l'orientamento sessuale o l'identità di genere, vanno sì vietate ma prima di agire occorre aspettare un rapporto del Governo in materia. Lo ha ribadito oggi il Consiglio nazionale respingendo due iniziative cantonali di Lucerna e Basilea Città. Le due iniziative sono state respinte principalmente per motivi formali. Jean-Luc Addor (UDC/VS) ha ricordato come il Nazionale abbia già approvato un postulato sul tema. È quindi opportuno attendere il rapporto sul tema del Consiglio federale che, come accennato, è già in fase di elaborazione.
Si aspetta il rapporto del Governo
Tale atto parlamentare, ha ricordato il vallesano, incarica il Governo di elaborare un rapporto sulla diffusione, in Svizzera, delle terapie di conversione. Il documento dovrà anche verificare se la legislazione vigente è sufficiente per procedere contro eventuali pratiche discutibili. A nome della commissione, Sibel Arslan (Verdi/BS) ha invano sottolineato la necessità di dare un segnale positivo. La basilese ha anche ricordato l'urgenza di agire, urgenza sottolineata in precedenza dallo stesso Nazionale che aveva approvato già nel dicembre 2022 - per 143 voti a 37 e 11 astensioni - una mozione che chiede di vietare le terapie di conversione.

