Ginevra
“Il ritorno” di Maudet, candidato al Consiglio di Stato
Keystone-ats
29.09.2022 06:15

Foto: © Maffi
Pierre Maudet, ex ministro ginevrino assolto in gennaio per il caso legato al viaggio ad Abu Dhabi, progetta il ritorno in grande stile sulla scena politica ginevrina.
Chi la dura la vince?
Si vedrà nell’aprile prossimo. Infatti, l'ex consigliere di Stato ginevrino Pierre Maudet, il quale aveva
dato le dimissioni nel 2020 per il caso legato a un suo viaggio ad Abu Dhabi ed è stato assolto lo scorso gennaio, intende
concorrere per rientrare in governo alle elezioni cantonali della prossima
primavera.
Non una questione di ego
"La mia
candidatura non è dettata dall'ego", ha assicurato Maudet oggi al
settimanale GHI, bensì dalla difesa "dei valori di una nuova lista".
Secondo il giornale gratuito, essa sarà la stessa dell'elezione suppletiva del
2021, quando era stato sconfitto dalla Verde Fabienne Fischer.
Maudet attualmente
lavora in una società di cibersicurezza e ha creato una fondazione che mira a
sostenere progetti dei cittadini. La sua rendita da ex consigliere di Stato è
destinata proprio a questo ente.
Un viaggio “pagato” caro
Quando faceva parte
del PLR, Maudet è stato membro dell'esecutivo ginevrino dal giugno 2012
all'aprile 2021. Il suo lussuoso viaggio di famiglia ad Abu Dhabi nel 2015, del
valore di 50'000 franchi e interamente pagato dalle autorità dell'Emirato, sul quale aveva mentito, aveva
infine portato alle sue dimissioni nell'ottobre 2020 al culmine di una profonda
crisi istituzionale e politica, che lo aveva visto anche cacciato dal proprio
partito. Come detto, il tentativo, nel marzo successivo, di tornare in governo
da indipendente nel quadro dell'elezione suppletiva era poi fallito.
Condannato e poi assolto, il caso è ora al Tribunale Federale
A livello
giudiziario, Maudet è stato inizialmente condannato nel febbraio 2021 per
accettazione di vantaggi, sempre in relazione alla controversa trasferta negli
Emirati Arabi Uniti. In secondo grado però, lo scorso gennaio, il 44enne è
stato assolto su tutta la linea. La procura ha comunque fatto ricorso al
Tribunale federale.

