Crisi energetica
In caso di blackout si potrà pagare con le carte?
Keystone-ats
12.10.2022 11:05

Foto: © Shutterstock
Le banche stanno pensando a delle soluzioni da attuare in caso di interruzione di elettricità prolungate. Tra queste il possibile uso di generatori e l’introduzione di un sistema di pagamento offline.
Usare nei negozi una
carta di pagamento senza che questa comunichi con la banca attraverso i
terminali e quindi senza un controllo della disponibilità sul conto: è una
delle ipotesi a cui stanno lavorando gli istituti di credito, alla luce delle
possibili interruzioni di elettricità di diverse ore che potrebbero essere
decise in Svizzera questo inverno in caso di penuria energetica.
Tra le soluzioni l’uso di generatori
Stando alla radio
romanda RTS le banche si stanno preparando ai possibili blackout ricorrendo a
generatori e pianificando una riduzione dell'attività della clientela, che
verrebbe limitata a determinate succursali a cui sarebbe assicurato
l'approvvigionamento di corrente. Potrebbe però anche essere attivata la
funzione offline delle carte di pagamento, per permettere ai clienti di avere
accesso al denaro sui conti anche in caso di interruzione del traffico dei
dati.
E l’introduzione di sistemi di pagamento “offline”
Del tema ha trattato
ieri la Fondation Genève place financière (FGPF), la fondazione che ha come
scopo favorire la piazza finanziaria ginevrina e, più in generale, svizzera.
"Per certe transazioni - ma per importi limitati, per evitare i rischi di
frode - si potrebbe disattivare la funzione online delle carte di
pagamento", spiega Edouard Cuendet, direttore di FGPF, in dichiarazioni
diffuse stamani da RTS. "In tal modo il pagamento non sarebbe più
verificato dalla banca attraverso uno scambio di dati: avverrebbe direttamente
nel negozio in cui viene effettuato, cosa che eviterebbe la necessità di una
connessione con la banca per le carte di debito e di credito".
L’esempio francese
"Per esempio nei
caselli autostradali in Francia si può pagare con la carta di credito senza che
la transazione sia verificata dalla banca", prosegue l'avvocato e
granconsigliere PLR ginevrino. "L'approccio funziona molto bene per i
piccoli importi. Si potrebbe ampliare questo sistema ai commerci, ma non a
transazioni di grande ampiezza, perché c'è il rischio di malversazioni. Bisogna
essere prudenti", conclude il giurista con studi all'università di Berna.

