Maltempo
Intemperie ed eventi estremi: si fa la conta dei danni
Redazione
07.03.2024 19:12

Foto: ©Chiara Zocchetti
L’istituto di ricerca federale WSL ha pubblicato i dati dei danni causati dal maltempo nel 2023 in Svizzera. Sempre nell’area tematica del clima febbraio è stato, a livello globale, il più caldo di sempre.
Il 29
agosto 2023 a Schwanden una frana di grandi dimensioni distrugge diverse
abitazioni e rendendone inabitabili altre. Il 15 giugno a Brienz cade invece la frana
prevista, che aveva già portato all’evacuazione del villaggio. Questi sono solo
alcuni esempi dei danni causati dalle intemperie nel 2023. Nonostante gli ingenti
i danni locali di 75 milioni franchi, l’anno passato non è tra i peggiori. La
maggior parte dei costi stimati (circa il 66%) è stata causata da frane,
seguite da inondazioni (21%), caduta massi e valanghe di roccia (7%) e colate
detritiche (6%). Le cause principali sono state la pioggia continua (67%) e la
pioggia in combinazione con il disgelo della neve (18%). Anche il Canton Ticino è stato segnato da diversi eventi, pur sempre senza ingenti danni
economici, in particolare nel Locarnese e nel Mendrisiotto.
Alluvioni in Ticino
Il Centro di
ricerca federale specifica che in
Ticino si sono verificati numerosi danni causati da alluvioni, frane ed eventi
franosi, soprattutto verso la fine di agosto. Il 25 agosto sul
Locarnese si è infatti abbattuta una fortissima grandinata. Insieme alla pioggia
battente e alle forti raffiche di vento, la grandinata ha causato ingenti
danni, compresi quelli da alluvione. La maggior parte della
pioggia è invece caduta nella bassa Valle Maggia, in Valle Verzasca e
soprattutto nella zona di Biasca, provocando allagamenti e frane. Sempre nel Locarnese e
nelle Valli, il 22 settembre si sono verificate diverse frane in seguito a
precipitazioni di oltre 300 millimetri nell'arco di 24 ore. Provocando l’interruzione della strada e
della linea ferroviaria che attraversa le Centovalli. Il 12 giugno e il 18
settembre, nel Mendrisiotto, si sono verificati danni da alluvione a seguito di
temporali/intense precipitazioni.
Il febbraio più caldo di sempre
Non solo intemperie, ma
anche temperature fuori norma e sempre più elevate. Questo febbraio è stato il
mese più caldo mai registrato a livello globale, diventando così il nono mese
di fila con un record del genere. A
comunicarlo è il sistema di monitoraggio dell’Unione Europea Copernicus. A
febbraio, infatti, le temperature sono state "eccezionalmente alte", non solo nell'aria
ma anche negli oceani. Nello specifico,
la temperatura media globale dell'aria in superficie è stata di 13,54°C ovvero, un valore superiore di 1,77°C alla media del periodo preindustriale
del mese di febbraio. Le temperature più alte si sono registrate nelle prime
due settimane del mese. Per quattro giorni consecutivi - dall'8 all'11 febbraio - la media globale
giornaliera ha infatti raggiunto i 2°C sopra la media preindustriale.
Anomalie in Svizzera
Anche a livello locale sono state riscontrate diverse
anomalie, ce lo spiega il
meteorologo Lorenzo Di Marco: “In Svizzera, l’inverno 2023/24, è risultato purtroppo
al primo posto. Abbiamo riscontrato delle temperature in media di 2,8°C
della norma nel 2020. Un’anomalia positiva di 2°C a
dicembre, a gennaio 1,6°C e febbraio che, come abbiamo già ripetuto,
è stato molto caldo con temperature di 4,6°C sopra la
norma. È risultato un inverno piovoso, soprattutto nella prima parte - a dicembre - e anche verso la fine di febbraio, dunque si è registrata un po’ più di acqua e anche un po’ di
neve in montagna, anche se alla fine dell’inverno e non all’inizio” ha concluso il meteorologo.

