Circolazione
La maggior parte degli incidenti gravi riguarda veicoli a due ruote
Thomas Schürch
25.10.2022 12:54

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Nell’ultimo periodo si è registrato un aumento degli incidenti gravi che hanno visto coinvolti motociclisti e ciclisti che utilizzano e-bike.
La Svizzera è tra i Paesi con una delle reti stradali più sicure al mondo. Tuttavia,
negli ultimi anni il numero dei morti e dei feriti gravi non è più sceso, registrando
una battuta d’arresto. Dal rapporto 2022 pubblicato dall’Ufficio prevenzione
infortuni (Upi) emerge che le conducenti e i conducenti di motociclette, e-bike
e biciclette tradizionali sono ormai rappresentati in tre su cinque danni gravi
alla persona.
Le cifre
L’anno scorso, in Svizzera, 200 persone hanno perso la vita nella
circolazione stradale, 27 in meno rispetto all’anno precedente. Il numero dei
feriti gravi è salito a 3’933 (+ 140).
I veicoli maggiormente coinvolti
Il numero di danni gravi alla persona nei motociclisti dai 16 ai 17 anni ha
registrato un’impennata rispetto all’anno precedente. Questo andamento potrebbe
essere riconducibile al fatto che dal 2021 questa fascia d’età ha il permesso
di guidare una 125 cm³. Da diversi anni, anche nella categoria delle bici
elettriche si registra un aumento dei feriti gravi (2021: 531) e morti (2021:
17). L’anno scorso, in sella a una bici tradizionale, 841 persone hanno
riportato ferite gravi o mortali, un dato rimasto pressappoco invariato
rispetto al 2011 (837). Oltre la metà degli incidenti gravi con e-bike e
biciclette tradizionali rientra nella categoria degli sbandamenti/incidenti per
colpa propria. Le cause più comuni sono la disattenzione e la distrazione,
nonché l’alcol. Sono frequenti anche le collisioni, queste però per la maggior
parte non sono causate da chi guida.
Accento sulle persone particolarmente vulnerabili
Le persone che usano un veicolo monotraccia fanno parte degli utenti della
strada più vulnerabili. “Nel nostro lavoro di prevenzione poniamo quindi
l’accento su questo gruppo di utenti della strada”, afferma Mario Cavegn, capo
del dipartimento Circolazione stradale presso l’Upi. “Per proteggerli occorrono
misure a diversi livelli. Una buona infrastruttura stradale costituisce la
base, in quanto aumenta la sicurezza di tutti gli utenti. Anche la tecnologia
dei veicoli è un elemento importante. I sistemi di assistenza alla guida
aiutano i conducenti in situazioni critiche e questo potenziale va sfruttato
meglio in futuro”. Se i sistemi prevengono le collisioni, ne traggono vantaggio
anche gli utenti della strada più vulnerabili che si spostano in sella a una
moto, a una bicicletta tradizionale, a una e-bike, o ancora a piedi. Anche gli
utenti della strada devono dare però il loro contributo: al volante di un’auto,
molte persone viaggiano a velocità troppo elevate o si lasciano distrarre, e in
sella a una bici non ci si rende sufficientemente visibili.

