Informazione
"La politica dei media non è più al passo con i tempi"
Keystone-ats
24.10.2022 12:25

Secondo Avenir Suisse, benché il settore mediatico sia in pieno fermento e invaso da molteplici novità, sul piano della politica non sono stati fatti grossi cambiamenti.
Secondo il
"think tank" liberale Avenir suisse, l'attuale politica di promozione
dei media "non è più al passo coi tempi": malgrado la
digitalizzazione abbia stravolto il panorama mediatico, continuano a essere
promossi soprattutto strumenti analogici. Il mandato della Ssr andrebbe poi
rivisto.
“Strumenti ormai obsoleti”
La carta stampa, le
stazioni radio e le emittenti televisive denunciano un inarrestabile calo di
pubblico. Parallelamente, tuttavia, il settore mediatico è in pieno fermento e
invaso da molteplici novità, con piattaforme online che registrano un costante
aumento di utenti. Intanto però sul piano della politica è cambiato poco,
afferma Avenir Suisse in una pubblicazione recente. Dal cambio del millennio il
finanziamento a favore dei media è aumentato del 20% a 1,5 miliardi di franchi.
Fondi che promuovono prevalentemente strumenti di politica mediatica ormai
obsoleti e assai poco incisivi, scrive il "serbatoio di idee"
finanziato da oltre 140 sostenitori privati, fra industrie, banche e
assicurazioni. Tutto ciò - aggiunge - ha poco senso nel mondo digitale e
inoltre "genera effetti collaterali indesiderati", soprattutto le
distorsioni della concorrenza, con "il settore privato che viene messo
spalle al muro a danno della pluralità dell'offerta".
Limitare l'offerta della Ssr
Secondo Avenir Suisse
bisogna invece tener d'occhio alcune attività di imprese (parzialmente) statali
come La Posta. Ma anche gli interventi a livello comunale e cantonale, poiché
"in taluni casi il lavoro giornalistico si avvicina pericolosamente alla
politica, con effetti distorsivi sulla concorrenza". Il principale
beneficiario della politica attuale è "il pachiderma Ssr", che riceve
annualmente 1,2 miliardi di franchi, ossia l'80% dei finanziamenti ai media
elvetici. L'attuale pacchetto prezzo/offerta del mandato di servizio di base
non è più in linea con la realtà digitale e occorre riformularne rapidamente
gli estremi, sostiene il "think tank" liberale. Soprattutto il
mandato di prestazioni della Ssr dovrebbe essere limitato a contenuti mediatici
che non sono offerti dai privati e che sono rilevanti per il buon funzionamento
di una società democratica, scrive Avenir Suisse. L'offerta della Ssr dovrebbe
poi "essere accompagnata anche da un'evoluzione della redditività
vincolante per l'azienda". Occorre inoltre un nuovo modello tariffario
differenziato, in modo da ridurre le tasse obbligatorie e diminuire le
distorsioni della concorrenza.
Mandati di prestazione
Il laboratorio di
idee che mira a sviluppare "idee liberali per il futuro della Svizzera
orientate all'economia di mercato" ammette che in alcuni settori il
funzionamento non potrebbe reggere in base alle regole del mercato, per esempio
nel giornalismo investigativo o nelle ricerche complesse e negli argomenti
complicati. Questa situazione potrebbe essere risolta, come nel caso della
ricerca di base, finanziando puntualmente la promozione di progetti, programmi
o persone. Secondo Avenir Suisse a lungo termine la Ssr dovrebbe trasformarsi
in un cosiddetto "Public Content Provider", ossia fornitore pubblico
di prodotti mediatici non disponibili sul mercato in base a un mandato di
prestazioni. A differenza della situazione attuale i contenuti non verrebbero tuttavia
trasmessi dalla Ssr stessa, ma messi all'asta per aziende private che si
occuperebbero della successiva diffusione.

