Svizzera
La ricetta del PLR per una politica migratoria “realista, severa, ma giusta”
Redazione
11.08.2023 15:58

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Secondo il partito, i Cantoni e i Comuni stanno attualmente sostenendo un carico troppo pesante, soprattutto a livello di ordine pubblico. Sono state quindi elaborate delle proposte in proposito.
“C’è urgenza di mettere mano alla politica migratoria svizzera”.
Il PLR nazionale lo ha verificato la scorsa settimana con la sua visita a
Chiasso e ora passa all’azione. In una conferenza stampa tenutasi oggi a Berna,
il partito ha infatti presentato le sue soluzioni per migliorare la situazione
dell'immigrazione in Svizzera. In particolare, è stato evidenziato come il
Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) abbia il compito di
garantire che il sistema d’asilo svizzero resti sostenibile e gestibile dal
profilo dell’ordine pubblico. In questo senso, il PLR ha presentato una serie
di richieste per migliorare la situazione, per una politica migratoria “realista,
severa, ma giusta”.
La situazione
Il PLR, si legge in un comunicato, è preoccupato per
gli attuali sviluppi della politica migratoria svizzera. L'aumento dei flussi
migratori “pone i Cantoni e i Comuni di fronte a grandi sfide e a derive sul
territorio”, mentre il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) “non
si assume sufficientemente le proprie responsabilità. Allo stesso tempo, la
libera circolazione delle persone, che fornisce alla nostra economia la forza
lavoro di cui ha bisogno, "è ancora una volta sotto attacco e viene incolpata di
tutti i problemi del nostro paese”.
Attivare una taskforce “asilo”
Come il PLR ha potuto toccare con mano la scorsa
settimana a Chiasso, “i Cantoni e i Comuni stanno attualmente sostenendo un
carico troppo pesante, soprattutto a livello di ordine pubblico”. Il partito
chiede quindi l'istituzione di una task force sull'asilo “per evitare problemi
come quelli che sta vivendo il Ticino e per migliorare il coordinamento tra
Confederazione, Cantoni e Comuni”. Potrebbe anche essere necessario “modificare
la legge sull'asilo o porre le basi legali per agire con maggiore fermezza a
tutela dell’ordine pubblico”. Anche a sostegno delle forze di polizia, “confrontate
con la frustrazione di non poter intervenire in maniera efficace, malgrado i
casi di comportamenti denigranti ai quali sono costrette a far fronte”.
Le richieste
In particolare, dai colloqui di Chiasso sono emerse tre richieste concrete: il Consiglio federale dovrebbe ridurre il numero di
asilanti con una ripartizione diversa; "sono necessarie maggiori risorse
finanziarie per gestire il problema" e infine, "devono essere adattate le basi legali per
adottare misure per chi crea problemi alla quiete pubblica". Questi punti sono stati fatti propri dal PLR svizzero,
che ha potuto verificare sul territorio come l’autorità federale “avesse assicurato ai Comuni che
al massimo ci sarebbero state 350 persone richiedenti l’asilo, mentre
attualmente si è arrivati a superare le 600 unità, con tutti i problemi che ciò
comporta ad un’intera regione”.
"Sfruttare il potenziale della forza lavoro autoctona con le iniziative del PLR"
La maggior parte dell'immigrazione in Svizzera, prosegue
il comunicato, si svolge nell'ambito dell'accordo di libera circolazione delle
persone con l'UE. Le imprese svizzere hanno bisogno di questa forza lavoro,
anche perché, secondo i dati del Centro di competenza per la demografia, entro
il 2040 in Svizzera mancherà mezzo milione di lavoratori. In questo contesto,
l'iniziativa dell’UDC che chiede di abolire la libera circolazione delle
persone “è incomprensibile e dannosa per la nostra prosperità”. Il PLR
riconosce che la crescita demografica comporta grandi sfide. Tuttavia, come
partito preferisce concentrarsi su proposte concrete adatte alla situazione, “piuttosto
che demonizzare tutta l'immigrazione”. La tassazione individuale e l'iniziativa
sulle pensioni “contribuiranno a ridurre la pressione migratoria, perché
permetteranno di sfruttare meglio la potenziale forza lavoro indigena”.

