Svizzera
La sicurezza della videosorveglianza dell'Esercito svizzero è lacunosa
Keystone-ats
23.01.2023 11:33

Stando a un rapporto di indagine commissionato dalla ministra della Difesa Viola Amherd, le Forze Armate svizzere stanno trascurando la sicurezza informatica dei sistemi di videosorveglianza.
La videosorveglianza
degli edifici dell'Esercito svizzero presenta lacune nella protezione contro un
eventuale attacco di hacker. Le norme sulla protezione dei dati inoltre non
vengono rispettate, stando ad un audit interno del Dipartimento della difesa (Ddps).
Le conclusioni del rapporto di indagine - di cui anche l'agenzia di stampa
Keystone-Ats ha ottenuto copia - sono state rese pubbliche oggi dalla radio
della Svizzera tedesca Srf.
“Le Forze armate trascurano la sicurezza informatica”
Le videocamere in
questione sorvegliano, tra l'altro, gli ingressi di installazioni militari,
siti militari, centri logistici o edifici amministrativi dell'Esercito. Non è
chiaro quante siano poiché non esiste una panoramica completa, precisa l'audit.
Il rapporto è stato commissionato dalla ministra della Difesa Viola Amherd.
Sono stati effettuati controlli a campione per verificare se i sistemi di
videosorveglianza fossero sufficientemente protetti dagli attacchi informatici
e le conclusioni sono poco rassicuranti: le Forze Armate stanno trascurando la
sicurezza informatica. La maggior parte delle videocamere utilizzate sono in
funzione da più di dieci anni, "non vengono controllate regolarmente in
tutte le sedi per verificare la presenza di vulnerabilità" e il software
non viene aggiornato, secondo l'indagine interna.
Le altre mancanze
Anche per quanto
riguarda la protezione dei dati sono emerse lacune. Secondo il rapporto, molti
siti militari ed edifici amministrativi non hanno definito come debba essere
gestito il materiale sensibile. Ad esempio, non è chiaro per quanto tempo il
materiale debba essere conservato o chi sia autorizzato a trattarlo. Esistono
regolamenti-tipo per la videosorveglianza presso l'Aggruppamento Difesa, ma un
regolamento "formulato in maniera generale non è sufficiente dal punto di
vista della legge sulla protezione dei dati e delle informazioni".
Gli accorgimenti da apportare
L'audit interno del Ddps
formula raccomandazioni che dovranno essere realizzate entro la fine del 2023.
In particolare è necessario chiarire le responsabilità in materia di protezione
dei dati per ogni singola sede, garantire il rispetto dei requisiti minimi di
sicurezza informatica e redigere un inventario di tutti i sistemi di
videosorveglianza.

