Turismo
La sopravvivenza delle stazioni di sci? “Dipende dalla neve artificiale”
Keystone-ats
14.01.2023 11:22

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Secondo Christoph Schuck, professore dell'Università tecnica di Dortmund, le stazioni sciistiche dovranno realizzare investimenti per produrre neve artificiale se non vogliono cessare la loro attività.
I comprensori
sciistici non sopravviveranno senza la neve artificiale, secondo uno studio.
"Le nostre ricerche mostrano che l'innevamento con i cannoni è in un certo
senso una garanzia di sopravvivenza", ha sottolineato l'autore. Il
professore dell'Università tecnica di Dortmund (D) Christoph Schuck ha studiato
le 545 stazioni sciistiche esistenti in Svizzera. "O dovranno cessare le
loro attività a medio termine, o dovranno realizzare investimenti per produrre
neve artificiale", ha detto in un'intervista pubblicata oggi dalla Neue
Zürcher Zeitung. Visto che non bisogna più aspettarsi regolarmente inverni con
molta neve, i comprensori devono adattarsi, ha aggiunto. "L'utilizzo dei
cannoni è ciò che si può fare di più efficace".
Anche ad alta quota
Lo studio mostra che
nemmeno ad alta quota le cose migliorano molto. "La taglia è determinante.
Fino ad ora, ad esempio, solo i comprensori che utilizzano meno di sette
installazioni hanno dovuto chiudere", ha sottolineato Schuck. L'esperto ha
anche fatto notare che un riorientamento turistico non può compensare la catena
di valore aggiunto creata dagli sport invernali. "Numerose altre attività
dipendono dallo sci, dagli hotel ai ristoranti, fino ai negozi che noleggiano
sci e snowboard".

