Svizzera - Italia
L'accordo sulla fiscalità dei frontalieri potrebbe non essere applicato ai titolari di Sagl
Redazione
05.03.2024 17:26

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
I consiglieri nazionali Giorgio Fonio, Simone Gianini e Piero Marchesi chiedono delucidazioni al Consiglio federale per quanto riguarda le recenti misure introdotte dall'Italia in materia di fiscalità dei lavoratori frontalieri.
In Italia negli scorsi mesi sono
state avanzate diverse proposte a più livelli istituzionali, volte a tutelare
il mercato nazionale del lavoro nelle zone di confine. Allo stesso tempo è
emersa la notizia di un’indagine, sempre intrapresa dalla vicina penisola, nei
confronti dei frontalieri che risultano essere anche titolari di Sagl in
Svizzera, in particolare in Ticino. Secondo i consiglieri nazionali Giorgio
Fonio, Simone Gianini e Piero Marchesi, lo scopo di queste iniziative
sembrerebbe essere quello di "attrarre ad imposizione i redditi di questi
contribuenti" che se titolari di Sagl non sono più considerati lavoratori
frontalieri dipendenti, ma indipendenti. Come ricordano i parlamentari, i
periodi fiscali di riferimento sarebbero gli ultimi cinque anni, per cui le
imposte alla fonte sono già state regolarmente prelevate sui frontalieri, così
come anche i ristorni già versati al Paese di confine.
L'interpellanza
Per i consiglieri nazionali questo
procedimento comporterebbe la disapplicazione dell'accordo sulla fiscalità dei
frontalieri e il regime d’imposizione concordato di recente tra i due Paesi.
Inoltre se non si agisse in merito, la Svizzera potrebbe implicitamente accettare
una simile azione. Per questo Fonio, Gianini e Marchesi hanno inoltrato l'interpellanza, dal titolo "Quali possibilità d’intervento
nei confronti di misure unilaterali in materia fiscale da parte dell’Italia?" al Consiglio federale, in cui chiedono:
1. Il Consiglio federale è al
corrente di tali misure?
2. Cosa intende fare nei
confronti di tale prassi italiana che comporterebbe una doppia imposizione sui
redditi dei frontalieri oggetto d'indagine?
3. Qualora l'Italia procedesse
effettivamente nei termini indicati, il Consiglio federale intende richiedere
la restituzione dei ristorni versati?
4. Quali misure, eventualmente
anche di reazione da parte Svizzera, intende prendere il Consiglio federale nei
confronti di iniziative unilaterali italiane che si ponessero in contrasto con
i trattati internazionali sottoscritti e le diffuse dichiarazioni d'intesa
politica?

