Viabilità
Lavori sull'A13, "un cavo elettrico e grandi massi rappresentano una sfida"
Redazione
25.06.2024 18:19

Foto: © Ticinonews
Alcuni dei materiali rocciosi presenti nel fiume sono così grandi che devono essere prima frantumati. Le relative e necessarie opere con l'ausilio dell'esplosivo sono attualmente in fase di organizzazione.
I lavori di ricostruzione della A13 danneggiata in
Mesolcina sono in corso da ieri. L'obiettivo, lo ricordiamo, è quello di poter
disporre a luglio di almeno una corsia per senso di marcia. A rappresentare una
sfida, spiega l’Ustra in un comunicato, sono la presenza di grandi masse
rocciose e di un cavo elettrico per l'alimentazione regionale.
Le difficoltà da affrontare
Dopo l'inizio dei primi lavori sull'autostrada A13
tra Lostallo e Mesocco, è stato installato il cantiere e le macchine che
vengono utilizzate per i lavori nel letto del fiume sono in cantiere da oggi. Come
detto, sono due le sfide da affrontare: in primo luogo, alcuni dei materiali
rocciosi presenti nel fiume sono così grandi che devono essere prima
frantumati. Le relative e necessarie opere con l'ausilio dell'esplosivo sono
attualmente in fase di organizzazione. Inoltre, bisogna prestare particolare
attenzione all'alimentazione elettrica della valle: nell'area della strada
nazionale distrutta è presente un cavo che fornisce elettricità a
tutta la zona. Attualmente si sta realizzando un nuovo tracciato cavi, in modo
da garantire l'alimentazione e consentire i lavori di ricostruzione.
Il sopralluogo
Questa mattina è stato effettuato anche un
sopralluogo sul tratto danneggiato con i rappresentanti dell'esercito attivi in
caso di catastrofe. Durante la ricognizione è emerso chiaramente che la
costruzione di un ponte provvisorio non è appropriata alle circostanze.
Tuttavia, l'esercito ha offerto all'USTRA l'uso di un escavatore telecomandato.
Un’offerta che l’Ufficio federale delle strade sta esaminando.
Situazione dei percorsi alternativi
Le piogge degli ultimi giorni hanno avuto un
impatto anche sulla situazione del Sempione. La galleria Engi, che è stata
costruita per proteggere dalle valanghe e dalle cadute di massi leggeri, è
stata esposta a un rischio crescente di colate detritiche per diverse
settimane. Si sta monitorando da vicino la situazione sul posto e si sta
creando un sistema di sorveglianza che reagisce ai principali movimenti del
terreno. L'obiettivo è quello di garantire la disponibilità della strada.

