Neurologia
Le onde cerebrali nel sonno mostrano quanto siamo cooperativi
Keystone-ats
11.03.2024 19:42

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Dei ricercatori dell'Università di Berna hanno scoperto che le persone con più onde cerebrali lente durante il sonno profondo in una precisa regione del cervello si comportano in modo più sociale rispetto ad altre.
Un nuovo studio dell’Università di Berna pubblicato
su "The Journal of Neuroscienze" ha dimostrato che sono le onde
cerebrali a determinare l’empatia e la prosocialità. "Più onde
cerebrali lente una persona ha nella cosiddetta giunzione temporoparietale
(TPJ) destra durante il sonno profondo, più si comporta in modo
prosociale", spiega la responsabile dello studio Daria Knoch in un
comunicato diffuso oggi dall'Università di Berna.
Il profilo neuronale
Questa regione della corteccia cerebrale è
particolarmente coinvolta nella capacità di mettersi in relazione con gli
altri, mentre le onde cerebrali lente sono a loro volta un segno di buona
qualità del sonno.
La loro attività nelle diverse regioni del cervello è altamente individuale e
relativamente stabile nel tempo. Ciò significa che "ogni persona ha il
proprio profilo neuronale del sonno", spiega Lorena Gianotti, coautrice
della ricerca.
Comportamento prosociale
Per comportamento prosociale i ricercatori
intendono azioni che mirano a promuovere il benessere degli altri senza che un
soggetto ne tragga necessariamente beneficio. Si tratta, ad esempio, di
donazioni a organizzazioni umanitarie o di attività di volontariato.
Il "gioco del bene comune"
Per il loro studio, i ricercatori hanno esaminato
54 persone, misurando le onde cerebrali durante sette-otto ore di sonno
attraverso 66 elettrodi fissati sulla testa.
Il grado di empatia del comportamento di una persona è stato poi determinato
attraverso un gioco. I partecipanti hanno ricevuto 20 punti del valore di 50
centesimi e hanno dovuto decidere, in forma anonima, se tenerli per sé o
metterli in un piatto comune.
Ogni punto finito nel piatto comune veniva raddoppiato dall'organizzatore del
gioco. La somma finale del piatto veniva poi versata in parti uguali a tutti i
partecipanti. Anche chi non aveva versato nel piatto riceveva quindi la sua
parte.
Il risultato dello studio
È stato effettivamente riscontrato un legame tra le
onde lente dell'area cerebrale interessata e il comportamento più o meno
prosociale ed empatico dei partecipanti al gioco. In questo caso, non è stata
la durata del sonno a essere determinante, ma piuttosto la sua qualità, si
legge nella nota dell'Università di Berna.
Gli studi futuri
Grazie a una migliore comprensione dei meccanismi
neurobiologici coinvolti, gli scienziati sperano di ispirare approcci futuri su
come influenzare positivamente l'assunzione di prospettive e il comportamento
prosociale.

