AVS
L’UDC scende in campo per i pensionati con redditi bassi
Redazione
07.03.2023 12:15

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Due atti parlamentari presentati oggi dai democentristi ticinesi, a livello cantonale e federale, chiedono di sostenere i pensionati con redditi bassi.
Valorizzare il potere d’acquisto delle persone in AVS/AI. È
l’obiettivo di due atti presentati oggi dall’UDC Ticino: un’iniziativa
parlamentare cantonale, primo firmatario Paolo Pamini, e una mozione al
Consiglio nazionale da parte del parlamentare Piero Marchesi (firmata anche da
Lorenzo Quadri, Lega dei Ticinesi). L’UDC, viene spiegato in un comunicato,
rifiuta misure di socialità “a pioggia” che costano “centinaia di milioni
l’anno a carico dei contribuenti e che mancano il vero obiettivo: aiutare chi
davvero ne ha bisogno”.
“Tutelare le fasce più deboli”
I democentristi ritengono che la socialità, per essere
efficace, debba essere mirata a sostenere le fasce più deboli. Per questo
motivo l’UDC, sia a livello federale sia a livello cantonale, propone nuovamente
l’applicazione da un lato e l’aggiornamento dall’altro, del modello ticinese di
deduzione in favore dei pensionati per i redditi bassi e medio bassi. La
mozione inoltrata al Consiglio nazionale e l’iniziativa parlamentare elaborata
ticinese “rappresentano un sostegno concreto e mirato per i pensionati con
redditi bassi e medio-bassi, ben maggiore della proposta recentemente bocciata
alle Camere federali che proponeva di aggiornare le rendite al rincaro”.
Un esempio concreto
Una coppia di coniugi in età AVS con un reddito imponibile otterrebbe
i seguenti sgravi dell’imposta sul reddito federale, cantonale e comunale:

La proposta a livello ticinese…
L’iniziativa parlamentare firmata da Pamini propone di
poter dedurre fino a 10'000 franchi all’anno (anziché gli attuali 8'000), a
decrescere nella misura di 1'000 franchi ogni 3'000 franchi di reddito
supplementare a partire da 40'000 franchi di reddito per i contribuenti soli e da
60'000 per i contribuenti coniugati. La misura, viene spiegato, “è tesa a
sottrarre meno risorse finanziarie ai contribuenti anziani del ceto
medio-basso, colpiti da premi di cassa malati senza poter godere dei rispettivi
sussidi nonché dall’imposizione del valore locativo”.
…e a livello federale
Il Consiglio federale è incaricato di allestire un progetto
di deduzioni fiscali volto a sgravare persone e coppie a beneficio dell'AVS e
dell'AI sulla scorta del modello ticinese, aumentando in modo sensibile le
deduzioni, affinché il beneficio in termine di potere d’acquisto sia tangibile.
Il contesto
Il Consiglio federale ha adeguato a partire dal 1° gennaio
2023 le rendite AVS/AI all’attuale evoluzione dei prezzi e dei salari secondo
l’indice misto, aumentandole del 2,5 per cento. La rendita minima di vecchiaia
passerà da 1’195 a 1’225 franchi al mese, quella massima da 2’390 a 2’450
franchi. L’adeguamento delle rendite comporterà un aumento delle spese annue
pari a circa 1’370 milioni di franchi: 1’215 milioni per l’AVS, di cui 245 a
carico della Confederazione, 155 milioni per l’AI. Complessivamente, tra il
2000 e il 2021, l’adeguamento delle rendite pensionistiche secondo l’indice
misto, previsto dalla legge, ha garantito un incremento degli importi delle
rendite del 19%, mentre il rincaro è ammontato soltanto all’8%.

