Migrazione
Migliaia di migranti alla frontiera svizzera, "ricorda la crisi del 2015"
Keystone-ats
06.10.2022 10:38

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Stando al direttore dell'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini, solo la scorsa settimana quasi 1'200 persone sono state intercettate alla frontiera orientale della Svizzera. "Se non facciamo nulla, accetteremmo la migrazione di transito".
In settembre oltre 6'660 migranti sono stati intercettati al confine svizzero. Solo la settimana scorsa se ne sono registrati 1'150 alla frontiera
orientale. Lo ha indicato il direttore dell'Ufficio federale della
dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), Christian Bock, in un'intervista pubblicata oggi dai giornali del gruppo Tamedia. "Ciò ci
ricorda molto la crisi dei rifugiati del 2015 e del 2016", ha dichiarato,
precisando che anche la frontiera sud è sotto pressione. "Vediamo un gran
numero di migranti in transito", ha aggiunto.
Spesso rimandati al Paese d'origine
La Confederazione è
anzitutto un Paese di transito, ha ricordato il direttore dell'UDSC. Numerosi
migranti intendono lasciare la Serbia per recarsi in Francia o in Gran Bretagna
passando dall'Austria. Quando sono controllati in Svizzera, in generale vengono
rinviati nel Paese da dove provengono, ha aggiunto Bock. "Se non facciamo
nulla, accetteremmo la migrazione di transito", ha precisato. Uno Stato
non può fare questo. Ma coloro che intendono depositare una domanda
d'asilo in Svizzera, hanno il diritto di farlo, ha assicurato.
Mix di nazionalità
La metà dei casi
riguarda attualmente degli Afghani. Gli altri migranti sono originari del
Nord Africa, dell'India, di Cuba o del Burundi. "Questo mix di nazionalità
è cambiato", ha rilevato il direttore dell'UDSC, poiché molti di loro
"possono entrare in Serbia senza un visto". Bock ha inoltre
precisato che la frontiera meridionale è pure sotto pressione. "L'Italia
attualmente ha una capacità di riammissione soltanto di 40-50 persone al
giorno".

