Svizzera
Nel 2022 commercio estero da record, “ma è l’effetto dell'inflazione”
Keystone-ats
24.01.2023 09:07

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Le variazioni riportate sono nominali. In termini reali emerge una sostanziale stabilità, come indicato dalle tabelle pubblicate oggi dall'Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini.
Commercio estero in
forte crescita nel 2022, sulla scia dell'aumento generalizzato dell'inflazione:
le esportazioni si sono attestate a 279 miliardi di franchi, le importazioni a
235 miliardi, entrambi valori record, con progressioni rispettivamente del 7,2%
e del 16,8%. Le variazioni indicate sono nominali: in termini reali (vale a
dire corrette dell'effetto dei prezzi) si sono rivelate rispettivamente di
+0,1% (export) e +0,7% (import), mostrando una sostanziale stabilità, come emerge
dalle tabelle pubblicate oggi dall'Ufficio federale della dogana e della
sicurezza dei confini (Udsc). La bilancia commerciale si chiude quindi con
un'eccedenza di 44 miliardi di franchi, in calo rispetto ai 59 miliardi del
2021.
Differenze tra i settori…
I vari settori
dell'export hanno mostrato accenti differenti. Quello di gran lunga più
importante, la chimica-farmaceutica, segna (a livello nominale) +2,8% (a 134,6
miliardi di franchi); seguono le macchine e l'elettronica (+6,1% a 33,1
miliardi), l'orologeria (+11,4% a 24,8 miliardi), gli strumenti di precisione
(+4,2% a 18,1 miliardi), i metalli (+8,5% a 15,9 miliardi), la gioielleria
(+14,8% a 12,0 miliardi) e le derrate alimentari (+1,3 a 9,6 miliardi). Se si
guarda però alle variazioni in termini reali, alcuni comparti presentano una
flessione: è il caso in particolare per i prodotti chimico-farmaceutici (-2,4%)
e per gli orologi (-0,8%).
…e tra le zone
A livello geografico,
il continente più importante per il Made in Switzerland rimane l'Europa (+6,3%
nominale a 152,5 miliardi), con un contributo importante fornito da Germania
(-0,7% a 43,9 miliardi) e Italia (-15,9% a 21,3 miliardi), che sono il secondo
e il terzo fra i principali sbocchi dell'export. In progressione è pure il
Nordamerica (+7,8% a 54,5 miliardi), grazie agli Stati Uniti (+7,9% a 50,7
miliardi), che rappresentano ormai il principale mercato estero per le aziende
della Confederazione. Fondamentale rimane anche l'Asia (+8,6% a 58,3 miliardi),
con in primo piano la Cina (+2,1% a 15,9 miliardi).
Chimica-farmaceutica sempre al primo posto
Anche sul fronte
delle importazioni il settore più importante rimane quello chimico-farmaceutico
(-1,7% a 65,1 miliardi), seguito da macchine ed elettronica (+3,9% a 36,3
miliardi), prodotti energetici (+126,7% a 22,7 miliardi: in termini reali vi
sarebbe però un calo dell'1,4%), metalli (+1,7% a 18,8 miliardi), veicoli
(-1,6% a 18,7 miliardi), alimentari (-0,2% a 12,8 miliardi), nonché tessili e
abbigliamento (+4,6% a 12,7 miliardi). Riguardo alle regioni, sono in progressione
sia l'Europa (+18,2% a 167,4 miliardi) che l'Asia (+10,6% a 46,6 miliardi),
come pure il Nordamerica (+22% a 15,8 miliardi).
I dati più recenti
Uno sguardo va dato
anche al solo mese di dicembre, che si è chiuso con esportazioni per 22,4
miliardi di franchi (+7,9% nominale, +5,7% reale) e importazioni per 19,6
miliardi (-2,7% e +0,3%).

