Coronavirus
Nessun obbligo di test in Svizzera per i viaggiatori in arrivo dalla Cina
Redazione
11.01.2023 10:16

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il Governo ritiene che le varianti Omicron circolanti in Cina presentino attualmente un rischio basso per la popolazione e il sistema sanitario della Svizzera.
Nella seduta di oggi il Consiglio federale ha esaminato le
raccomandazioni dell’Ue relative a provvedimenti per persone che arrivano in
aereo dalla Cina e per il momento non prevede l’obbligo di test per i
viaggiatori provenienti da questo Paese, ritenendo che le varianti Omicron ivi
circolanti presentino attualmente un rischio basso per la popolazione e il
sistema sanitario della Svizzera. Tuttavia, ha deciso di fornire maggiori
informazioni sulle misure di igiene ai passeggeri di voli da e verso la Cina.
Inoltre l’Ufficio federale della sanità pubblica raccomanda a queste persone di
indossare la mascherina.
Le motivazioni
La decisione, viene spiegato in un comunicato, è stata presa in funzione
della situazione epidemiologica attuale: le persone in Svizzera godono di una
protezione elevata contro un decorso grave del coronavirus. Molte sono infatti vaccinate
o hanno contratto l’infezione. Secondo il Governo, non c’è quindi motivo di
supporre che gli attuali casi di infezione in Cina possano costituire un
pericolo maggiore per la popolazione e il sistema sanitario.
Nessuna nuova variante
Secondo le conoscenze odierne, le varianti attualmente circolanti in
Cina sono varianti Omicron già largamente diffuse o nuovamente in regressione
in Svizzera. Inoltre la circolazione del virus è attualmente così elevata nel
nostro Paese che l’obbligo di test per un numero piuttosto esiguo di persone
che arrivano direttamente dalla Cina in aereo non avrebbe pressoché alcun
influsso sulla diffusione del virus in Svizzera. Infine, il rischio che in Cina
compaiano nuove varianti preoccupanti non è maggiore che altrove.
Sorveglianza continua della situazione
La situazione epidemiologica in Svizzera continuerà a essere sorvegliata,
viene specificato Tra le misure adottate rientrano l’attuale monitoraggio delle
acque reflue, il sistema di dichiarazione obbligatoria (test, numero di casi,
ospedalizzazioni e decessi), il sistema di dichiarazione Sentinella e la
sorveglianza delle varianti del virus mediante il sequenziamento di campioni
prelevati dalle acque reflue e da persone ospedalizzate. La Svizzera valuterà
inoltre la necessità di controllare miratamente la presenza di nuove varianti
del virus nelle acque reflue di tutti i voli provenienti direttamente dalla
Cina.
Cooperazione internazionale
Ai fini della lotta alla pandemia di Covid-19 la Svizzera lavora da
vicino con l’Ue e gli Stati europei. Questa stretta collaborazione costituisce
una base importante per la gestione della pandemia nel nostro Paese e in
Europa. Con i provvedimenti decisi dal Consiglio federale nella seduta di oggi,
la Svizzera contribuisce all’attuazione coordinata delle raccomandazioni
elaborate congiuntamente dagli Stati dell’Ue e dello spazio Schengen. La Confederazione
seguirà attentamente gli sviluppi futuri, soprattutto in relazione
all’individuazione di nuove varianti e, se necessario, valuterà se adeguare i
provvedimenti sanitari di confine. L’Ue ha annunciato una revisione delle
raccomandazioni per metà gennaio 2023.

