Violenze
No alla soluzione del consenso esplicito, ok a "freezing"
Keystone-ats
27.01.2023 23:45

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Menzionando in modo esplicito lo stato di shock, la Commissione degli affari giuridici della Camera alta intende dissipare i timori espressi dal Consiglio nazionale secondo cui i casi di aggressione sessuale o di violenza carnale non sono contemplati nella soluzione del veto - "no significa no" - sostenuta dagli Stati se la vittima si trova in uno stato di immobilità tonica.
La formulazione
votata dal Consiglio nazionale in dicembre del consenso esplicito ("solo
sì significa sì") in relazione alla modifica del diritto penale in materia
sessuale non convince la Commissione degli affari giuridici degli Stati
(CAG-S). A suo avviso tale soluzione "non è compatibile con i principi
probatori della procedura penale e non permette di determinare adeguatamente
sotto il profilo penale la condizione del vizio del consenso". Tuttavia,
stando a una nota odierna dei servizi parlamentari, la CAG-S vuole inserire
nella legge lo stato di shock, o cosiddetto “freezing”.
Cosa ha deciso la Commissione
Menzionando in modo
esplicito lo stato di shock, la commissione intende dissipare i timori espressi
dal Consiglio nazionale in dicembre secondo cui i casi di aggressione sessuale
o di violenza carnale non sono contemplati nella soluzione del veto - "no
significa no" - sostenuta dagli Stati se la vittima si trova in uno stato
di immobilità tonica. Su un altro aspetto riguardante il reato di violenza
carnale (art.190) la CAG-S intende mantenere (anche se solo grazie al voto del
suo presidente, Carlo Sommaruga, PS/GE) la possibilità di una pena pecuniaria
nella fattispecie di base e di prevedere una pena detentiva minima di un anno
per la violenza carnale qualificata. Su entrambi gli aspetti una minoranza
propone invece di allinearsi alla camera del popolo e di stralciare la pena
pecuniaria nella fattispecie di base e di prevedere una pena detentiva minima
superiore ai due anni per la violenza carnale qualificata.
La votazione del Nazionale
La soluzione del
consenso esplicito era stata approvata dal Nazionale per 99 voti a 88.
All'origine di questo cambiamento, alcune sentenze di assoluzione perché la
vittima non aveva mostrato sufficiente resistenza. Secondo i detrattori di
questa soluzione, invece, l'opzione del consenso esplicito creerebbe più
confusione, delusione e frustrazione, non riuscendo a risolvere tutti i problemi.
Le altre decisioni
La Commissione ha poi
nettamente respinto la disposizione recentemente inserita dal Consiglio
nazionale riguardante il "ciberbullismo" e lo stralcio della proposta
del Consiglio degli Stati sulla sanzione della cosiddetta pornovendetta
(revenge porn). La CAG-S critica il fatto che la proposta del Nazionale
porterebbe a un notevole ampliamento della punibilità. Per motivi analoghi si è
espressa contro la sanzione del "cibergrooming" - ossia l'adescamento
in rete di minorenni tramite tecniche di manipolazione psicologica volte a
superarne le resistenze e a ottenerne la fiducia per abusarne sessualmente -
nella versione proposta dal Consiglio nazionale.

