Berna
Oggi la ripartizione dei dipartimenti al Consiglio federale
Keystone-ats
08.12.2022 09:04

In seguito all'elezione di Albert Rösti e Elisabeth Baume-Schneider, verrà discussa oggi a Berna la ripartizione dei dipartimenti. Potrebbe esserci un grande rimpasto.
Ieri l'elezione di
Albert Rösti e Elisabeth Baume-Schneider, oggi la ripartizione dei dipartimenti. Il Consiglio federale si
riunisce per procedere alla ripartizione dei dipartimenti. Potrebbe
esserci un grande rimpasto. Se ne saprà di più nel pomeriggio.
Due dipartimenti chiave liberi
Con le dimissioni di Simonetta Sommaruga e Ueli
Maurer si liberano due dipartimenti molto ambiti, quello dell'ambiente,
dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) e quello delle
finanze (DFF). Si tratta infatti di due dipartimenti "chiave" che
potrebbero stuzzicare l'interesse dei "ministri" già in carica. Secondo
la tradizione, i consiglieri federali "anziani", ossia da più tempo in
carica possono esprimere per primi un desiderio. In caso di disaccordo
nel collegio, si passerebbe al voto.
Distribuzione attuale dei dipartimenti
L'attuale distribuzione delle poltrone in seno al
Consiglio federale risale al 2019. Guy Parmelin aveva abbandonato la
difesa e lo sport (DDPS) per l'economia, la formazione e la ricerca
(DEFR), dipartimento apparentemente voluto anche da Karin Keller-Sutter.
Viola Amherd si era profilata per assumere le redini di giustizia e
polizia (DFGP), che finirono però nelle mani della sangallese. La
vallesana si era così dovuta accontentare del DDPS.
Viola Amherd
Entrambe le consigliere federali potrebbero ora
volere un cambiamento. Completato l'acquisto degli F-35, Amherd potrebbe
lasciare il DDPS con la coscienza tranquilla e accasarsi al DFGP, se
Keller-Sutter dovesse ad esempio finire alle finanze. Amherd potrebbe però anche seguire le orme della sua compagna di partito Doris Leuthard, che diresse il DATEC prima di Sommaruga. I nuovi arrivati assumerebbero in questo caso le redini di DFGP e DDPS. Ma le carte potrebbero rimescolarsi ulteriormente qualora anche uno degli altri consiglieri federali dovesse decidere di cambiare dipartimento.
Ignazio Cassis
Dopo aver ottenuto il dipartimento che voleva, il
DEFR, Guy Parmelin non dovrebbe muoversi, come ha lui stesso
recentemente confermato in un'intervista. Il discorso potrebbe però
essere diverso per Ignazio Cassis e Alain Berset. Il ministro degli
esteri è sotto pressione per via delle difficili relazioni con
Bruxelles, dopo la bocciatura dell'accordo quadro. Il ticinese potrebbe
vivere una seconda giovinezza alle finanze, dipartimento che i partiti
borghesi non vogliono lasciare alla sinistra.
Alain Berset
Quanto ad Alain Berset, dopo l'importante vittoria
concernente la riforma dell'AVS potrebbe aver voglia di cambiare aria,
lui che ha diretto il Dipartimento degli interni (DFI) per oltre dieci
anni. Avendo un dottorato in scienze economiche, un suo passaggio al DFF
è tutto fuorché utopico. Possibile anche un arrocco con Ignazio Cassis:
in gioventù aveva frequentato un corso per diplomatici, prima di darsi
alla politica. Se invece Berset avesse l'intenzione di lasciare il
Consiglio federale dopo l'anno presidenziale rimarrebbe in ogni caso al
DFI.

