Davos
Olena Zelenska al WEF cerca il sostegno della Svizzera sul piano di pace
Keystone-ats
17.01.2023 15:20

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Tra le richieste del piano di pace, formulato in dieci punti, la sicurezza nucleare, alimentare ed energetica, il ritiro delle truppe russe, l'integrità territoriale dell'Ucraina che dovrebbe essere ristabilita e un tribunale speciale per giudicare i crimini russi dovrebbe essere promosso.
Al Forum Economico Mondiale per chiedere un'offensiva diplomatica che promuova la pace. La "first lady" ucraina Olena Zelenska è giunta a Davos (GR) preannunciando una lettera di suo marito, nella quale si invita a sostenere una formula di pace in dieci punti. Quest'ultima dovrebbe arrivare "attraverso i canali diplomatici", ha affermato il consigliere federale Ignazio Cassis. "L'ha annunciata la stessa 'first lady'", ha spiegato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) al termine del suo incontro con Zelenska. In precedenza, la moglie di Volodymyr Zelensky aveva affermato davanti al Forum economico mondiale (WEF) di aver preso con sé la missiva per distribuirla in particolare alla Cina. Il piano non è nuovo, ma l'offensiva diplomatica si rafforza. Svelato davanti al G20 in novembre, esso chiede la sicurezza nucleare, alimentare ed energetica. Inoltre tutti i prigionieri dovrebbero essere liberati, le truppe russe dovrebbero ritirarsi, l'integrità territoriale dell'Ucraina dovrebbe essere ristabilita e un tribunale speciale per giudicare i crimini russi dovrebbe essere promosso.
Sul tavolo le questioni umanitarie
La discussione tra Cassis e Zelenska era tuttavia incentrata sulle questioni umanitarie. La "first lady" ucraina ha bisogno di finanziamenti per la sua fondazione in favore dei bambini. "Esploreremo" le possibilità di sostenerla, ha affermato il capo della diplomazia elvetica.
Conferenza sull'Ucraina, domani il passaggio di testimone
Domani, il consigliere federale parteciperà a una cerimonia per passare simbolicamente il testimone dalla Conferenza di Lugano sulla ricostruzione dell'Ucraina, organizzata nel luglio scorso, a quella che si terrà sul territorio britannico. Centinaia di miliardi saranno necessari per la ricostruzione del Paese. Una segreteria permanente piloterà gli sforzi internazionali, a priori a partire da Bruxelles. Su richiesta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, la Svizzera delegherà un diplomatico per partecipare a questo dispositivo. Le spese per sostenere la ricostruzione daranno origine a discussioni politiche, ha affermato Cassis.

